Perché quella della Cassa è una gestione virtuosa

Redazione

Il bilancio approvato è il primo che registra la contribuzione alla formazione del risultato economico delle gestioni patrimoniali mobiliari. L’affidamento dei mandati è stata fatta alla fine di giugno del 2015 a conclusione di un lungo processo di selezione avvenuto attraverso la gara europea bandita nell’ottobre del 2014. Il primo conferimento della liquidità ai gestori, di euro 600 milioni, è avvenuto il 25 giugno 2015. Tale importo rappresenta circa un terzo del patrimonio investito della CNPR. I mandati di gestione sono stati fortemente influenzati dagli eventi di politica economica che hanno caratterizzato il secondo semestre 2015. Come si ricorderà a fine giugno si è avuta la prima correzione dei mercati dovuta alla crisi del debito sovrano greco, in parte attenuata negli effetti dai gestori aggiudicatari, attraverso un rinvio del processo di costruzione dei portafogli nella prima decade di luglio. Ben più difficile si è viceversa rivelato da gestire il problema si è avuto ad agosto, con la crisi dei mercati azionari cinesi, dove le correzione dei mercati sono state molto più violente e di ampiezza maggiore. L’analisi dei risultati realizzati dai nostri cinque gestori, tempo per tempo ci consente di affermare che l’asset allocation realizzata nel complesso dalle gestioni patrimoniali è risultato essere sempre sopra il portafoglio di riferimento, grazie alle strategie implementate separatamente da ciascun gestore. Osservando i dati al 31 dicembre 2015 il controvalore di mercato del portafoglio affidato ammontava complessivamente ad euro 605,21 milioni a fronte degli euro 600 milioni affidati. I gestori sono riusciti a limitare le perdite nei periodi di flessione dei mercati e ad intercettare comunque le fasi di rialzo. È importante sottolineare che il contributo di ogni singolo gestore al risultato complessivo è stato positivo, seppur di ampiezza diversa. Abbiamo notato nel tempo i diversi posizionamenti tattici, più o meno aggressivi e le diverse strategie applicate dai diversi gestori che hanno contribuito ad ottenere i risultati citati e a rendere il portafoglio complessivo meno rischioso dei singoli portafogli (ad esempio la volatilità annualizzata, pari al 6,14%, è risultata di fatto inferiore con quella implicita nel portafoglio obiettivo, pari al 6,41%). In termini di allocazione tattica i gestori hanno puntualmente rispettato i limiti minimi e massimi stabiliti per ciascuna micro asset class, mantenendo mediamente il peso strategico pari al 30% di azioni e al 70% di obbligazioni. Nel mese di gennaio due importanti eventi hanno interessato il portafoglio: come previsto dal contratto è stata comunicata ai gestori la nuova composizione del portafoglio obiettivo e, nei limiti delle previsioni contrattuali, sono stati articolati i limiti per asset class in modo da poter consentire ai gestori maggiori margini di manovra.

Ad inizio 2016 la CNPR ha proseguito l’implementazione di questa scelta gestionale della componente mobiliare del patrimonio. Infatti sono stati conferiti ulteriori euro 50 milioni ai gestori.

Nonostante le avverse condizioni dei mercati finanziari di inizio d’anno (inutile ricordare che il mese di gennaio ha visto il peggior avvio delle borse mondiali dal 1967 e che ormai il mondo obbligazionario sopravvive con tassi negativi) siamo contenti di poter dire che i gestori hanno affrontato in maniera egregia la turbolenza tanto che il rendimento complessivo osservato al 15 aprile 2016 è pari a +1,5% (per un controvalore del portafoglio gestioni di euro 660,23 milioni a fronte dei complessivi euro 650 milioni conferiti), risultato a cui, ancora una volta, ciascun gestore ha partecipato in modo positivo.

Le gestioni saranno ulteriormente implementate con nuovi conferimenti, rinvenienti dalle dismissioni immobiliari che auspichiamo di realizzare in maniera più sostenuta nel corso dell’anno 2016, anche per effetto della revisione dei listini di vendita degli immobili residenziali.

La strategia di dismissione della componente immobiliare è oltremodo indotta dall’emanando decreto del MEF, che intende disciplinare le regole di allocazione del patrimonio degli enti previdenziali. La componente illiquida per CNPR rappresenta oltre il 56,8% del patrimonio, in gran parte frutto dell’allocazione del patrimonio negli investimenti immobiliari. L’emanando decreto ci imporrà, secondo le indicazioni emerse dal parere definitivo del Consiglio di Stato, a dismettere gran parte del patrimonio investito in immobili, sia di detenzione diretta che indiretta, per il tramite di fondi immobiliari chiusi, per riportare la componente immobiliare investita entro il limite del 30% del patrimonio investito.

Le risorse finanziarie che si libereranno saranno utilizzate per implementare i mandati di gestione e per l’investimento in economia reale.

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