Lorenzin: “Di Maio e Salvini fingono di litigare. Spending review? Come Monti”

“Il governo fa finta di litigare, Salvini e Di Maio sono come due amanti che hanno un bel matrimonio di convenienza in cui ognuno fa come gli pare e poi fingono di bisticciare”. Ne è convinta Beatrice Lorenzin, ex ministra della Salute e leader di Civica popolare che, intervenendo al forum PoliticaPresse, boccia senza mezzi termini il Def varato dai gialloverdi. “Altro che anno bellissimo, sarà un anno terribile. Tutti pagheremo un prezzo altissimo”. Il governo è a rischio? “E’ una pantomima. Non ci sarà una crisi di governo aperta dalla Lega. Questa è la grande illusione di Forza Italia. Era tutto già scritto. Fanno finta di essere maggioranza e opposizione nello stesso momento. Hanno visto che come hanno ripreso a fare la bagarre sono riaumentati i voti. E’ un modo molto furbo di mandare avanti un governo di larghe intese: ognuno gioca la sua partita, tira la corda, hanno come obiettivo quello di capitalizzare tutto quello che possono, ma non hanno visione di insieme. Fingono per distrarre dalla recessione”. Adesso il Def certifica la mancata crescita. Conte parla di spending review per evitare l’aumento dell’Iva… “Usare la spending review per non far scattare l’Iva fa molta paura. Parliamo di 25 miliardi, mi sembra una manovra alla Monti. Tasso a tutti il 20% e amen. E’ impossibile. Nel sistema sanitario nazionale, per esempio, ci sono dei soldi da dare e non da prendere”. A proposito di Sanità, quale giudizio ha del suo successore Giulia Grillo? “Molto negativo. Invece di distruggere le politiche fatte doveva farne delle altre e doveva battersi con l’elmetto per avere più fondi per il Sistema Sanitario nazionale”. Crede che la sua legge sui vaccini sia in pericolo? “Abolire l’obbligo vaccinale solo per favorire il partito dei No-vax è una scelta irresponsabile. Ancora non siamo maturi per affrontare i prossimi anni con una copertura adeguata. L’obbligo vaccinale non è un fine ma mezzo per raggiungere le soglie del 95 per cento per l’immunità di gregge”. Il dossier Autonomie è fermo, rischia di spaccare il Sistema sanitario nazionale? Ammalarsi al Sud ancora oggi è più rischioso? “Purtroppo sì, ammalarsi al Sud ancora oggi è ancora più rischioso. Abbiamo laureati eccezionali, però lo stato di pronto soccorso, l’assenza di cure primarie sul territorio, l’assenza del registro dei tumori…pesano. Se tu hai un bambino con problema di linguaggio, oggi, un conto è vivere in una città del nord un conto è in una città del Sud. E’ una disparità che lo Stato dovrebbe colmare e non sarà una autonomia ipertrofica a risolvere le questioni”. Le Europee si avvicinano. Quale l’obiettivo minimo del fronte antisovranista di cui Civica popolare fa parte? “Secondo me farà un buon risultato se riuscirà a superare il dato delle Politiche. Dobbiamo mettere un pezzo alla volta. E soprattutto se riuscirà ad avere una prospettiva di apertura. Non si devono mettere tappi”. Civica popolare è nata con Renzi segretario del Pd. Teme che adesso, con Nicola Zingaretti leader, si vada verso un ritorno alla ‘vecchia ditta’? “Zingaretti ha fatto un discorso di apertura, in cui ha parlato di una rigenerazione del campo democratico, ma un Pd che rimane solo a sinistra si condanna alla marginalità e non è la sua natura. Un centrosinistra nuovo deve dare spazio a un’area liberale e popolare”. Il ritorno in campo di Silvio Berlusconi per le Europee può ridare protagonismo a Forza Italia? “E’ una scelta coraggiosa alla sua età, tanto di cappello. Ma ad ora il centrodestra non esiste, è finito. E’ destra autoritaria con una componente liberale. Forza Italia se volesse ricostruire un’ala moderata dovrebbe mollare la Lega anche sul territorio. Iniziare una traversata nel deserto seria e lavorare con i giovani. Uscire dalle maggioranze nelle Regioni: non puoi stare con gente che sta con Orban e che è totalmente illiberale”.  

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