Diritti Tv, multa dell’Antitrust da 67 milioni per il calcio all’estero

L’Antitrust interviene a gamba tesa sulle gare per l’assegnazione dei diritti tv all’estero della Serie A di calcio. L’Authority ha sanzionato MP Silva, IMG e B4 Capital per 67 milioni di euro per aver messo in piedi “un’intesa restrittiva della concorrenza” che ha abbattuto il prezzo dei diritti delle partite della massima serie italiana danneggiando la Lega Calcio e le squadre. Tuttavia, secondo quanto si apprende da documenti ottenuti da LaPresse, l’Antitrust rischia di non poter incassare la gran parte di questa sanzione. Del totale della multa, infatti, 63,9 milioni di euro sono attribuiti al gruppo MP Silva, venduto dall’imprenditore Riccardo Silva già nel marzo 2016 a una cordata cinese, composta dal gruppo di servizi finanziari Everbright (fondo statale cinese) e da Baofeng (società di internet), che non risulterebbero più in alcun modo attivi sul mercato.

I due gruppi avevano costituito Jin Xin, joint venture funzionale all’acquisizione del gruppo MP Silva. Attualmente, però, sono in liquidazione sia la holding di MP Silva, con sede a Londra, dall’ottobre dello scorso anno, sia la società di Singapore, da gennaio di quest’anno. Nonostante nel gruppo MP Silva, composto da circa una ventina di società, siano state condannate la holding lussemberghese, la società di Dublino che comprava i diritti dalla Serie A e la società italiana, già in liquidazione per motivi di organizzazione aziendale dal 2015, sarebbero comunque i cinesi a doversi occupare della multa.

Tornando all’indagine, conclusa lo scorso 24 aprile e in collaborazione con la procura di Milano, l’Antitrust ha rilevato che sulle gare c’è stata, a partire dal 2008, un’intesa “unica, complessa e continuata” per un cartello “di carattere segreto” che ha riguardato i diritti audiovisivi internazionali della Lega Serie A per la trasmissione delle stagioni dei campionati di calcio di Serie A e B, da un lato, e la Coppa Italia e la Supercoppa Italiana, dall’altro.

In particolare, spiega l’Authority, “attraverso la stipulazione di contratti antecedenti alle singole gare e contatti intercorrenti fra i loro rappresentanti” le società “hanno coordinato il proprio comportamento e, a seguito dell’assegnazione, hanno ripartito i ricavi derivanti dalla successiva rivendita all’estero dei Diritti Tv per le competizioni organizzate dalla Lega”. Dunque, continua il comunicato, l’intesa “ha determinato un decremento del valore dei diritti internazionali ed è quindi idonea a danneggiare non solo il soggetto banditore”, e cioè la Lega, “ma anche le squadre di calcio del campionato italiano” che incassano gli introiti dei diritti, “penalizzando così l’intero movimento calcistico nazionale”. L’Antitrust fa notare come le ultime gare, avviate dopo il suo intervento, abbiano registrato un incremento di valore.
 

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