Sblocca cantieri, per la Confindustria “Segnale positivo, ma impatto limitato”

Critiche da industriali e artigiani, al decreto “sblocca cantieri”, durante l’audizione davanti alla Commissione Lavori pubblici del Senato. E’ un segnale positivo e un’inversione di tendenza, dice la Confindustria, ma l’impatto sul Pil sarà “limitato”.

Confindustria – “Confindustria ritiene che il Decreto Sblocca-cantieri unitamente al recente Decreto Crescita, rappresenti un segnale di inversione di tendenza nelle politiche del Governo, nella direzione di una ritrovata attenzione alle ragioni della crescita economica, sebbene, nelle stime del Governo stesso, l’applicazione di entrambi i provvedimenti avrebbe un limitato impatto positivo sulla dinamica del PIL, pari a 0,1 punti percentuali nel 2019 e 0,2 nel 2020″. 

“L’ambito di intervento più urgente, oltre che in grado di esplicare più rapidamente effetti positivi sull’economia reale, era e rimane lo sblocco delle opere già programmate e finanziate e che, tuttavia, risultano bloccate. Riteniamo infatti che, in questa fase di incerta transizione della congiuntura economica internazionale e, soprattutto, nazionale, un’immediata azione di sblocco dello stock delle opere ferme possa incidere in positivo sull’occupazione e, più in generale, sull’economia del Paese”.  

Cna – Dopo gli industriali, davanti alla Commissione Sviluppo del Senato, è stato il turno della Cna (Confederazione dell’artigianato e della piccola Impresa): “Al di là dell’enfasi nominalistica, non scioglie i nodi sulla regolamentazione della materia, limitandosi ad interventi mirati, non sempre idonei a conferire un nuovo e più appropriato assetto alla disciplina degli appalti. Per di più, su alcuni aspetti molto delicati per le piccole imprese si introducono modifiche di carattere peggiorativo, su tutte il ripristino a 40 mila euro dell’affidamento diretto e l’incremento al 50 per cento della possibilità di subappaltare. L’esempio più significativo è la riscrittura, per la quarta volta, dell’art. 36 del codice, relativo ai contratti sotto soglia. L’eliminazione del recente provvedimento adottato con la legge di Bilancio per il 2019, che aveva ampliato il ricorso all’affidamento diretto e creato molte aspettative tra le piccole imprese, rappresenta un elemento di forte disorientamento per tutti gli operatori.”.

Aggiunge la Cna: ” Le imprese, specie quelle di minori dimensioni, avevano salutato con favore questo ampliamento ed erano in attesa di capire attraverso quali modalità potesse dispiegare i propri effetti. Dopo soli quattro mesi, il decreto in oggetto ha abrogato la misura, ridefinendo nuovamente le modalità di accesso ai contratti sotto soglia – aggiunge – Tale atteggiamento schizofrenico del legislatore se, da una parte, contribuisce a generare incertezza, dall’altra, non favorisce le imprese e le stazioni appaltanti a conformare i propri comportamenti alle previsioni del codice”.

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