Casse di Previdenza e sostenibilità: l’accelerazione post crisi pandemica

“Il 79% ritiene che la crisi pandemica abbia accelerato il ricorso a investimenti sostenibili”. Non è una previsione o una considerazione ma quanto emerge dalle risposte fornite dalle Casse di Previdenza che hanno partecipato alla quarta indagine dedicata a “ESG e SRI, le politiche di investimento sostenibile degli investitori istituzionali italiani” condotta dal Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali.

Da tempo ormai il tema della sostenibilità viene affrontato, talvolta anche in modo fin troppo scontato, in moltissimi consessi, sia in ambito puramente finanziario ma anche e soprattutto dal punto di vista regolamentare. Gli ultimi anni hanno infatti visto la normativa comunitaria sulle tematiche ESG divenire sempre più puntuale, regolamentando l’attività di investimento da un lato, ma anche, dall’altro, sensibilizzando gli operatori dal punto di vista della trasparenza e della corretta comunicazione verso i differenti stakeholder. È anche per questo motivo che, quando si prova a entrare nel dettaglio, non sempre è facile cogliere a che punto sono gli investitori istituzionali rispetto alla sostenibilità. Il Quaderno di Approfondimento di Itinerari Previdenziali si è posto proprio l’obiettivo di indagare non solo lo stato dell’arte ma anche la visione futura che i diversi player istituzionali hanno riguardo l’applicazione di politiche di investimento sostenibile.

La sostenibilità delle Casse di Previdenza dei liberi professionisti

Le Casse di Previdenza sono certamente tra i maggiori investitori istituzionali del Paese e anche per questa ragione è interessante approfondire come viene da loro declinata l’attività di investimento sostenibile. Da rimarcare, innanzitutto che, sulle 19 Casse che hanno risposto al questionario, sono “solo” 7 quelle che dichiarano di essersi dotate di una politica di investimento sostenibile ufficiale. È importante però precisare che le restanti 12, pur non avendone una, svolgono comunque la propria attività di investimento con attenzione nei confronti della sostenibilità, ad esempio acquistando prodotti finanziari che rispettano i criteri ESG.

Fatta questa premessa, è interessante approfondire quali sono le strategie SRI maggiormente adottate dalle Casse di Previdenza. Come si può notare in figura, la strategia più utilizzata dalle Casse è l’investimento tematico, cresciuto nel 2022 al 58%, a fronte del 43% del 2021: probabilmente il segnale di una politica di investimento sempre più attenta alle esigenze della professione. Seguono, in aumento rispetto al 29% dell’ultima rilevazione, le esclusioni (53%) e le strategie best in class al 47%. Se si approfondiscono i settori sui quali ogni strategia insiste, attraverso gli investimenti tematici, le Casse si orientano soprattutto verso l’efficientamento energetico (68%), il mondo della Silver Economy (42%), l’immobiliare sostenibile (32%), le RSA (26%) e il social housing. Passando invece alla strategia best in class, viene dato particolare peso alle tematiche ambientali, con efficienza energetica e riduzione delle emissioni di anidride carbonica entrambe indicate con il 47% di risposte, e seguite da criteri di rispetto dei diritti umani (42%).

Figura 1 – Quali sono le strategie SRI adottate?

Figura 1 - Quali sono le strategie SRI adottate?

Fonte: Quaderno di Approfondimento 2022 “ESG e SRI, le politiche di investimento sostenibile degli investitori istituzionali italiani”

Approfondendo invece gli aspetti legati alla frequenza di valutazione degli investimenti sostenibili e delle ricadute positive che ne derivano, si scopre che il 28% procede con la valutazione una volta all’anno, il 36% più volte durante l’anno, al pari di coloro che invece non lo fa mai. Quanto agli “esiti”, il 37% delle Casse riscontra un miglioramento della diversificazione del rischio e un positivo impatto diretto sul territorio, mentre solamente il 5% segnala un aumento del rendimento. Volgendo lo sguardo in prospettiva, l’84% delle Casse incrementerà gli investimenti sostenibili nel breve futuro – il 79% lo farà tramite una gestione diretta – e, in particolare, verso le energie rinnovabili (73%), l’innovazione tecnologica e la Silver Economy (47%).

Ultimo, ma non meno importante, il questionario raccoglie la valutazione degli enti stessi sul livello di impatto che avrà il regolamento 2019/2088 (SFDR): l’84% dei rispondenti dichiara che SFDR avrà nel prossimo futuro un impatto nullo o limitato sulle politiche di investimento, mentre solo il 16% propende per un impatto potenziale elevato. A fronte di questo, il 63% delle Casse di Previdenza dichiara di avere in portafoglio fondi che rispondono agli Art. 8 e Art.9 ma non si riscontra la presenza di fondi di diritto italiano.

Come per i fondi pensione, le Casse di Previdenza aumenteranno sempre più gli investimenti in chiave sostenibile. Come risulta dai dati raccolti potrebbero essere proprio le professioni stesse a beneficiarne maggiormente, e di conseguenza il Paese tutto.

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