Uganda, la storia di Doreen: “Ho battuto lo stigma dell’hiv e ora aiuto le altre donne”

ROMA – “Ho contratto l’Hiv a vent’anni da mio marito, non sapevamo di essere malati e così lui e il mio primo figlio sono morti nel giro di poco tempo. Sono rimasta senza soldi e con tante persone che mi dicevano brutte cose o mi parlavano alle spalle. Oggi però sto bene: ho un lavoro e mi sento forte e in grado di aiutare quelle donne che stanno vivendo quello che ho passato io”. Doreen ha 28 anni e all’agenzia Dire racconta la sua storia di sieropositiva in un paese, l’Uganda, in cui il più delle volte l’Hiv, come i tumori, significano emarginazione sociale, perdita del lavoro e persino l’impossibilità di accedere alle cure. Rischi che corrono soprattutto le donne, anche quando hanno dei figli.

Il cancro, come l’Hiv, è da molti ritenuto un virus trasmissibile, mentre entrambe queste malattie in alcuni contesti sono ritenute espressione di una “maledizione”. Cattiva informazione o ghettizzazione lasciano i malati senza cure. In soccorso delle donne malate di Hiv o cancro esistono però varie realtà associative, formate proprio da “sopravvissute”. Tra “chi ce l’ha fatta” c’è Doreen, grazie alla cooperativa Wawoto Kacel fondata negli anni novanta dall’ong Comboni Samaritans a Gulu, città nel nord del Paese.

LA COOPERATIVA WAWOTO KACEL

La cooperativa, dice la testimone, “mette insieme donne con gli stessi problemi. Oltre a trovare persone con cui confrontarsi, offre formazione lavorativa e sostengo incondizionato. Per me è stato fondamentale”. A queste donne “uscite dal buio” è stato dedicato in questi giorni un corso di formazione presso il St. Mary Lacor Hospital di Gulu promosso dalla onlus italiana Afron – Oncologia per l’Africa, che dal 2010 si occupa di lotta al cancro con programmi di formazione e prevenzione: dieci donne sieropositive, tra cui Doreen, hanno potuto ricevere una formazione sul counseling nonché tecniche di screening dei tumori tra cui l’autopalpazione, per individuare in tempo il tumore alla mammella, che con quello al collo della cervice è tra i più rischiosi. Con loro, anche dieci donne sopravvissute al cancro di Uwocaso (Uganda Cancer Support Organization), storica associazione partner di Afron.

“Sono grata alla mia cooperativa per avermi sostenuto, anche a domicilio, quando ne ho avuto più bisogno, e oggi sono grata ad Afron e Uwocaso per il progetto ‘Women for Women”‘. Siamo donne che lottano il cancro e l’Hiv insieme”, conclude Doreen. La presidente di Afron, Titti Andriani, aggiunge: “Siamo fieri di queste donne che con il loro coraggio e la loro determinazione non solo hanno combattuto lo stigma e superato la malattia, ma si sono anche riscattate socialmente ed economicamente”.

Il progetto, finanziato anche con fondi dell”otto per mille’ alla Chiesa valdese, non è stato l’unico risultato della recente missione di Andriani in Uganda: dal momento che gli ospedali spesso non hanno le forze per provvedere ai pasti, al Lacor Hospital Afron ha distribuito 100 kit igienico-alimentari ai malati più indigenti e ha inoltre organizzato una festa per i bambini ricoverati nel reparto di oncologia infantile. 
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