AssoDistil: nel 2022 produzione italiana di alcol e acquaviti +15%

Cresce anche export trainato da grappa. Cala la Gdo: -3,4% in valore
Milano, 8 giu. (askanews) – Nel 2022 la produzione italiana di alcol e acquaviti è aumentata del 15% in volumi rispetto all’anno precedente, con una produzione pari a circa 120 milioni di litri e un fatturato di 500 milioni di euro. E’ sostanzialmente positivo il bilancio 2022 del settore delle bevande spiritose, tracciato da alcuni studi presentati oggi alla 77esima assemblea annuale dell’Associazione nazionale industriali distillatori di alcoli e acquaviti (AssoDistil).
Secondo una ricerca di Nomisma, l’anno scorso l’export di Grappa ha fatto registrare 60 milioni di euro contro i 51,5 milioni del 2021, dato che si traduce in +16,7% in valore e +8% in volume. Tra i mercati internazionali che apprezzano di piĂą la grappa vi è la Germania, che da sola concentra ben il 59% dell’export di settore, seguita da Svizzera (14%) e dall’Austria (5%). Da segnalare il positivo risultato nel mercato Usa (+31% di export in volume) dove da 5 anni sono attivi progetti di promozione della grappa IG.
Nel focus di Nomisma, emerge inoltre che i risultati molto positivi per la produzione di alcool e acquaviti e nell’export, che testimoniano l’aumento dell’immagine del valore della Grappa percepito dai consumatori di tutto il mondo, si contrappone però un trend negativo della distribuzione moderna nazionale. In questo canale si assiste a una diminuzione delle vendite del -3,4% in valore rispetto al 2021. Nel primo trimestre del 2023, però, rallenta il calo a volume e i valori mostrano un +0,9% grazie all’inflazione.
Secondo i dati di uno studio di Format Research sulle prospettive delle imprese di distillati, l’82% delle aziende del comparto lamenta un incremento dei costi dell’energia, mentre l’87% un aumento dei costi delle materie prime. Una impresa su due ha registrato rincari superiori al 20%, e in questo scenario cresce il numero di imprese che si sono rivolte alle banche per ottenere credito: il 34% ha fatto richiesta per un finanziamento e tra queste, nel 67% dei casi l’operazione è andata a buon fine.
Sul fronte della sostenibilità, 8 imprese su 10 hanno interesse ad essere percepite come sostenibili e il 72% di esse ritiene che il fattore green costituisca un driver per il consumatore in fase di acquisto. Sempre secondo lo studio di Format Research, il 21% delle imprese possiede almeno una certificazione green, e il 43% che non è ancora in possesso, intende dotarsi di queste certificazioni nei prossimi due anni: una percentuale che sale al 46% se si considera il prossimo quinquennio.

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