Berlusconi, attesa per il testamento e il destino del 61% di Fininvest

Con la sua apertura si capirà il peso dei figli e dei futuri equilibri Milano, 15 giu. (askanews) – C’è attesa per l’apertura del testamento di Silvio Berlusconi che alzerà il velo sui futuri assetti azionari ed equilibri di Fininvest, la holding della famiglia che controlla MFE-Mediaset, Mondadori e detiene il 30% di Banca Mediolanum. Tre partecipazioni che tutte assieme oggi valgono in Borsa circa 2,9 miliardi di euro.
Le ultime volontà del Cavaliere, che si trovano nella mani del notaio Arrigo Roveda dello Studio RLCD di Milano, saranno determinanti per capire i pesi futuri tra i cinque figli Marina (presidente di Fininvest e Mondadori), Pier Silvio (AD di MFE), Barbara, Eleonora e Luigi, nonchè il ruolo di Marta Fascina e il futuro di Forza Italia. L’attesa è per come verrà redistribuito il 61,21% del capitale di Fininvest che era posseduto da Silvio Berlusconi attraverso quattro holding (la Prima 17,15%, la Seconda 15,75%, la Terza 7,835 e l’Ottava 20,48%). Il resto delle quote è diviso tra i figli: Marina e Pier Silvio hanno il 7,65% ciascuno, mentre Barbara, Eleonora e Luigi possiedono insieme il 21,42% attraverso la H14, di cui ognuno ha il terzo del capitale. Il restante 2% circa sono azioni proprie.
Dal testamento si capirà quale sarà la destinazione del 33% del patrimonio dell’ex premier, ossia la quota disponibile per chi non ha coniuge ma più figli, e in quel 33% dovrebbe rientrare anche la partecipazione in Fininvest. Poiché Silvio Berlusconi deteneva il 61,21% della holding significa che circa il 40% viene assegnato in automatico ai figli, mentre bisogna capire come sarà assegnata la quota restante. Congetture di stampa riferiscono che potrebbero entrare nella cassaforte Marta Fascina o addirittura anche alcuni storici amici come Fedele Confalonieri e Adriano Galliani. Ma sarebbe un inedito nella storia di Fininvest dal momento che nessun membro esterno alla famiglia Berlusconi è mai entrato nel capitale.
L’assemblea dei soci della holding sul bilancio 2022, attesa per fine giugno, sarà il primo banco di prova per gli assetti futuri del gruppo, nonchè la prima riunione dopo la scomparsa del fondatore. E rispetto a un anno fa è venuto a mancare anche un altro consigliere, l’avvocato Niccolò Ghedini. Il cda di Fininvest è oggi così costituito: Marina Berlusconi, Danilo Pellegrino (amministratore delegato), Barbara Berlusconi, Luigi Berlusconi, Pier Silvio Berlusconi, Adriano Galliani, Ernesto Mauri e Salvatore Sciascia.
Fininvest controlla il 53,3% di Mondadori, il 48,6% di MFE-Mediaset, il 30% di Banca Mediolanum. Tramite Fininvest Real Estate & Services gestisce alcune proprietà immobiliari, come Villa Gernetto a Lesmo, e possiede Alba Servizi Aerotrasporti che governa la flotta aerea del gruppo. E’ sua, inoltre, la proprietà del Teatro Manzoni di Milano e dal 2018 possiede il 100% del Monza Calcio.
Un anno fa, sotto i riflettori dei media c’era il testamento di Leonardo del Vecchio, scomparso il 27 giugno 2022, che aveva ridisegnato gli assetti di Delfin, la cassaforte dell’impero finanziario del fondatore di Luxottica. Le quote era state ripartite in otto parti uguali (12,5% ciascuno) tra: i sei figli – Claudio, Marisa, Paola, Leonardo Maria, Luca e Clemente -, la vedova Nicoletta Zampillo e il figlio di lei Rocco Basilico, nato dal primo matrimonio con il finanziere Paolo Basilico, fondatore del gruppo Kairos. La guida del gruppo era stata affidata al “delfino” Francesco Milleri.

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