L’offensiva-lampo dell’Azerbaigian contro i separatisti armeni del Nagorno Karabakh (qual è la situazione)

Cessate il fuoco dopo poco piĂą di 24 ore. Domani i negoziati. Almeno 30 morti. Ex leader armeno: Baku vuole pulizia etnica
Roma, 20 set. (askanews) – Poco piĂą di 24 ore dopo l’inizio di una massiccia “operazione antiterrorismo” contro i separatisti armeni del Nagorno Karabakh, e dopo ripetuti appelli dei leader mondiali per la fine delle ostilitĂ  – in ultimo il Papa, questa mattina – il governo di Baku ha annunciato oggi un accordo per il cessate il fuoco. Le formazioni armene hanno accettato di deporre le armi, come richiesto dall’Azerbaigian, anche grazie alla mediazione dei peacekepeers russi nella regione, e domani, a Evlakh, le due parti si ritroveranno attorno a un tavolo per nuovi negoziati.
Nell’operazione, che l’Azerbaigian ha detto essere rivolta solo contro obiettivi militari di Erevan, risparmiando i civili, hanno perso la vita almeno una trentina di persone. I soldati di pace russi, da parte loro, hanno evacuato oltre 2.000 civili, tra cui 1.049 bambini, a cui sono stati forniti alloggi tempoiranei e pasti caldi. Per l’ex capo del governo regionale armeno, Ruben Vardanyan, il bilancio di questo giorno di scontri sarebbero però molto piĂą alto: almeno 100 le vittime e alcune centinaia i feriti. “Questa è una grande guerra”, ha detto. “In pratica ci stanno dicendo che dobbiamo andarcene, non restare qui, o accettare che questa sia una parte dell’Azerbaigian: questa è fondamentalmente una tipica operazione di pulizia etnica e una guerra in cui molti civili vengono uccisi”.
Una dura presa di posizione che domani dovrebbe lasciare spazio al negoziato. A Evlakh, secondo quanto reso noto da Baku, saranno discusse le questioni sollevate dalla parte azerbaigiana sulla reintegrazione, sulla garanzia dei diritti e sulla sicurezza degli armeni del Nagorno Karabakh, nonchĂ© sulla questione di garantire il sostentamento della popolazione del Nagorno Karabakh nel quadro della Costituzione dell’Azerbaigian. Parallelamente, è atteso un colloquio telefonico tra il primo ministro armeno Nikol Pashinyan e il leader del Cremlino Vladimir Putin.
Cremlino, che attraverso le parole del suo portavoce Dimitri Peskov, ha respinto con decisione le critiche armene per il mancato intervento a difesa del Nagorno Karabakh. “Non accettiamo tali rimproveri contro di noi, soprattutto dopo la decisione ufficiale della parte armena di riconoscere il Karabakh come parte dell’Azerbaigian. De iure, ora stiamo parlando delle azioni della Repubblica dell’Azerbaigian sul suo territorio. Pertanto, tali accuse contro di noi sono assolutamente infondate”, ha commentato Peskov.

Correlati

advspot_img
advspot_img
advspot_img
advspot_img
advspot_img
advspot_img
advspot_img

Ultim'ora

Israele libera due ostaggi, il blitz di un’ora e mezza a Rafah: cosa è successo

(Adnkronos) - E' durata un'ora e mezza e ha coinvolto servizi d'intelligence, reparti d'elite e forze aeree l'operazione con la quale sono stati liberati a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, i due ostaggi israeliani Fernando Marman, 61 anni, e Louis Har, 70. L'intera operazione è stata coordinata da una war room dei servizi

Israele-Hamas, Biden: “Al lavoro per tregua di almeno 6 settimane”

(Adnkronos) - Con re Abdullah II di Giordania si è discusso di “un accordo sugli ostaggi tra Israele e Hamas, che porterebbe un periodo di calma immediato e prolungato a Gaza, per almeno sei settimane. Potremmo poi prenderci il tempo per trasformarlo in qualcosa di più duraturo”. Così il presidente Usa Joe Biden incontrando i

Sparatoria in metropolitana a New York, almeno un morto e 5 feriti

(Adnkronos) - E' di un morto e cinque feriti il bilancio di una sparatoria avvenuta questa sera in una stazione della metropolitana nel Bronx, secondo quanto riferito da Abc News. La sparatoria è avvenuta sul binario della stazione di Mount Eden Avenue mentre la gente aspettava il treno 4 in direzione sud. La persona deceduta