Sport nella Costituzione, Sisa: “Soddisfazione della comunità dei nutrizionisti”

ROMA – La Società Italiana di Scienze dell’Alimentazione – SISA esprime grande soddisfazione per l’approvazione in via definitiva la proposta di legge costituzionale che inserisce la tutela dello sport in Costituzione all’unanimità. Il testo, composto di una sola norma, all’articolo 33 della Carta, dove si parla di arte e scienza, aggiunge: “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”.

“La modifica dell’articolo 33 della Costituzione rappresenta un cambiamento epocale del paradigma perché per la prima volta si attribuisce adeguato rilievo al ruolo dello sport e dell’attività fisica- sottolinea la Prof.ssa Silvia Migliaccio, Presidente SISA- Questo provvedimento costituisce un’iniziativa in favore del benessere tanto dell’individuo quanto della società, ma è solo il primo passo a cui deve seguire un concreto lavoro sul territorio che sia frutto della sinergia tra istituzioni, specialisti e associazioni per favorire la prevenzione delle patologie metaboliche croniche, su cui sedentarietà e cattiva alimentazione hanno una funzione determinante. Questa inversione di tendenza deve essere attuata sin dalle prime fasi di vita con un cambiamento educativo: scuole, università, aziende dovrebbero incentivare una pausa attiva per incrementare il movimento e la camminata. Gli studenti, per esempio, al cambio dell’ora potrebbero spostarsi da un’aula all’altra, invece di far spostare il professore. È fondamentale intervenire in ogni fascia d’età, con particolare attenzione ai più giovani per stimolare da subito un approccio di questo tipo”.

L’OBESITÀ COME CAUSA DELL’AUMENTO DELLE PATOLOGIE METABOLICHE

L’incremento della sedentarietà nelle ultime decadi ha provocato un aumento significativo delle malattie metaboliche croniche come il diabete mellito di tipo 2, le patologie cardiovascolari, l’obesità e anche i tumori, malattie spesso correlate a uno stile di vita scorretto. 

Secondo i recenti dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 59% degli adulti e quasi 1 bambino su 3 (29% dei ragazzi e 27% delle ragazze) è in sovrappeso o convive con l’obesità. Sempre secondo l’OMS, uno studio sul periodo 2001-2016 relativo agli adolescenti tra 11 e 17 anni denotava che a livello mondiale l’80% non raggiungeva livelli di attività fisica raccomandati, mentre per l’Italia si parlava dell’88,6% di adolescenti che non svolge adeguata attività fisica.

“I numeri relative alla crescita delle malattie metaboliche in Italia sono drammatici: abbiamo insieme a Portogallo e Grecia la popolazione infantile più obese d’Europa, con 3 bambini su 10 affetti da obesità – evidenzia la Prof.ssa Migliaccio – Il diabete mellito colpisce quasi 4 milioni di italiani, senza contare coloro ai quali non è stato diagnosticato o sono in procinto di svilupparlo. A questo quadro si aggiungono tutte le patologie cardiovascolari. Per questo la SISA lancia il messaggio dell’importanza dell’attività fisica e di una corretta alimentazione, che devono essere personalizzate in maniera specifica su ogni individuo”.

IL CONVEGNO ALL’UNIVERSITÀ SAPIENZA

Il tema è stato al centro del convegno “Alimentazione e attività fisica per il benessere dell’individuo e della società” in corso all’Università Sapienza di Roma, che ha affrontato i temi attraverso approfondimenti sul ruolo degli integratori, dell’idratazione, delle fonti proteiche, della dieta chetogenica, del latte, delle differenze tra attività fisica, esercizio fisico e sport.

“Questa iniziativa coinvolge tutte le figure competenti, quindi medici nutrizionisti, chinesiologi, psicologi, chimici degli alimenti- sottolinea la Prof.ssa Silvia Migliaccio, Presidente SISA- L’abbinamento tra attività fisica e alimentazione va sviluppato nell’ottica di un approccio One Health, ossia una visione olistica che affronta complessivamente il benessere dell’individuo e dell’ambiente, che procedono di pari passo e sono oggetto anche del recente provvedimento che ha portato alla modifica dell’articolo 33 della Costituzione”.

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