VIDEO | Corteo pro Gaza, a Roma l’appello anche dai nuovi italiani: “Stop al genocidio della Palestina”

ROMA – “Palestina libera! Israele terrorista, assassini”. Slogan che si erano già sentiti in questi anni tornano a risuonare nel centro di Roma, per denunciare lo sfollamento ordinato da Israele a metà della popolazione di Gaza, in vista di un attacco di terra contro l’enclave, in risposta all’operazione ‘Ciclone al-Aqsa’ di Hamas contro il sud di Israele di sabato. A piazza Vittorio tanti i cartelli, tra i circa tremila partecipanti: “Stop partheid”, “Stop genocidio”, “La pace è un sogno?” “Fermate la strage di bambini”, accompagnati da foto delle vittime. Migliaia i manifestanti che hanno risposto all’invito della Comunità degli studenti palestinesi in Italia al sit-in in via della Marmora che dopo le 19.30 si è mosso arrivando fino al’inizio di via Tiburtina. Molti cittadini si sono continuati ad aggiungere, tra loro soprattutto giovani, ma anche famiglie con bambini e anziani. Tante anche le bandiere dal mondo arabo-islamico: oltre a quelli della Palestina, sventolavano i colori di Tunisia, Egitto, Siria, Algeria, Marocco, Siria, Iraq.

C’era anche la bandiera di Amr Shahin, 25 anni, origini egiziane, studente alla Sapienza, che con i suoi amici arabi nati e cresciuti in Italia rappresenta lo spirito di una nuova Italia multietnica che offre visioni nuove al dibattito sulla crisi in Medio oriente: “Siamo qui in solidarietà col popolo palestinese che subisce un genocidio”. Alla politica italiana lo studente di lingue contesta: “Sostiene solo Israele, inneggiando a una democrazia che non c’è: 75 anni di apartheid non sono democrazia“. Tra le mani stringe il cartello “Non è questione di religione ma di diritti umani” perché “tutti i governi strumentalizzano la religione e il fondamentalismo islamico diventa scusa per giustificare la violenza” perpetrata da gruppi come Hamas. Ma per Shahin, “il punto sono i diritti che i palestinesi non hanno, e devono resistere per la loro terra”.

Tra i politici, sembra esserci solo Alessandro Di Battista, che all’agenzia Dire dichiara: “È indegno che la politica italiana stia col più forte e taccia sulle violenze che Israele compie sui civili inermi, dando 24 ore a oltre un milione di persone per lasciare le proprie case. Oggi oltre a Gaza, anche 13 morti in Cisgiordania. Ma chi critica Israele viene accusato di antisemitismo e sostegno al terrorismo. Mentre a Gaza sappiamo persino di attacchi al fosforo bianco. L’esercito ha smentito, ma ricordiamo che smentì anche nell’Operazione piombo fuso, salvo poi confermare due mesi dopo. Questi giochetti, come la strumentalizzazione delle accuse di antisemitismo a chi osa criticare, non funzionano più. Qui c’è gente informata”. Non essere in piazza, aggiunge Di Battista pensando agli esponenti dei partiti, “è anche un errore elettorale: qui c’è davvero tanta gente“.

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