A Roma studentato da 200 posti a rischio, al suo posto uffici della Farnesina

ROMA – Duecento potenziali posti letto per gli studenti delle Università di Roma, in una struttura già esistente e adibita a studentato nel cuore del Foro Italico e a pochi minuti da piazzale Flaminio e dal Centro storico. È, o meglio sarebbe, lo scopo naturale dell’ex Civis, il complesso di due edifici – A e B – costruito di fronte alla Farnesina per le Olimpiadi del 1960 e poi, dopo aver ospitato giovani e borsisti stranieri durante gli storici Giochi, divenuto Casa internazionale dello studente per poi nel 1977 essere affidato a Disco Lazio, ex Adisu, che a sua volta nel 2015 ha riconsegnato al Demanio la palazzina B, poi affidata a Sport e Salute, all’epoca Coni Servizi.

Una struttura, quella di viale dei Giusti della Farnesina, che per Disco, l’ente per la tutela del diritto allo studio della Regione Lazio, può rappresentare oro puro in un momento di forte rialzo del costo degli affitti che ha colpito in particolare i giovani fuori sede, da mesi impegnati in proteste per chiedere più posti letto e prezzi calmierati: in particolare, la palazzina A in uso all’ente regionale per decenni ha ospitato studenti (anche diverse centinaia) da tutto il mondo.

Questo dalla prima metà degli Anni 80 e almeno fino al 2019, quando gli ultimi 25 ragazzi furono costretti a lasciare la struttura nel frattempo diventata fuori norma e dichiarata inagibile per quell’uso. Adesso, però, basterebbero dei lavori di ristrutturazione e messa a norma – con bagni privati e riscaldamenti rinnovati – per riportare alla destinazione originaria il fiore all’occhiello di Disco, dando ospitalità ad almeno duecento ragazzi. Parte della struttura nel frattempo è stata recuperata e curata grazie al lavoro di Officina Pasolini, il progetto-laboratorio di alta formazione per il teatro, la canzone e il multimediale della Regione, che in parte della palazzina A dell’ex Civis ha stabilito la sua sede ormai diversi anni fa: qui, tra studi di registrazione, camerini, aule studio e persino una sala di posa, c’è anche il teatro che Eduardo De Filippo utilizzava per le sue lezioni e le prove della sua compagnia dopo l’incendio al Teatro Ateneo de La Sapienza. Oggi quello spazio, con una sala da 193 posti, porta il suo nome.

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IL ‘PROBLEMA’

Ma perché, allora, non c’è stato alcun intervento da parte della pubblica amministrazione? Circa un anno e mezzo fa, era il 17 marzo del 2022, una delibera della Giunta regionale allora guidata dal presidente Nicola Zingaretti approvava uno schema di accordo – su proposta del vicepresidente e assessore al Bilancio, Daniele Leodori – tra Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Regione Lazio, Sport e Salute, Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo, Agenzia del Demanio e Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche per il Lazio, l’Abruzzo e la Sardegna, con oggetto la ridistribuzione, ristrutturazione e completamento proprio del complesso ex Civis, sia la palazzina A che la palazzina B – attualmente inutilizzata – di proprietà di Sport e Salute.

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Quest’ultima, infatti, nel 2016 ha fornito in uso gratuito parte dei locali dell’edificio alla Farnesina, che ha stanziato 2 milioni e 120mila euro per ristrutturarli e adibirli a sede dell’Aics, attualmente a Tor di Quinto. Salvo poi rendersi conto dell’inadeguatezza e insufficienza degli spazi per lo scopo in questione. Da lì, la richiesta del Ministero degli Esteri di entrare in possesso invece dell’intera palazzina A e completare il progetto originario dell’architetto Del Debbio con la costruzione di un corpo edilizio aggiuntivo nello spazio esterno, che oggi ospita numerose attività estive; il tutto cedendo una parte dell’edificio B per il ‘trasloco’, con il placet della Regione, dei soli locali di Disco e di Officina Pasolini, compreso il laboratorio teatrale. Al posto dello storico teatro ‘Eduardo De Filippo’, così, verrebbe realizzata una sala conferenze. Al posto dello studentato, uffici e foresterie al servizio della Farnesina.
Stando alla delibera, l’idea della Regione era quella di compensare i posti letto andati perduti portando avanti il progetto, peraltro già previsto, per la realizzazione di un ostello della gioventù all’ex manicomio del Santa Maria della Pietà, dove l’amministrazione è proprietaria di 12 padiglioni. Un’opera che è stata poi finanziata a luglio 2023 con 5 milioni di euro sempre dalla Regione con l’obiettivo di inaugurarla entro il Giubileo del 2025, quando l’apertura era originariamente prevista sì per l’Anno Santo, ma per quello del 2016.

CIARDI (DISCO): “PROTOCOLLO EREDITATO DA ZINGARETTI, ORMAI È IMPOSSIBILE FARE DIETROFRONT”

“Abbiamo ereditato questo protocollo tra l’ex presidente Zingaretti e il ministero degli Esteri: noi probabilmente avremmo affrontato anche la spesa per ristrutturare lo studentato, ma purtroppo davanti a un impegno già preso non possiamo fare marcia indietro”, ha commentato all’agenzia Dire l’attuale commissario straordinario di Disco, Giorgio Ciardi. L’unica strada, ora, “è andare a compensare quei 200 posti con altre strutture“.

In merito alla sede di Officina Pasolini, dalla Farnesina “ci chiedono di trasferire Officina nel plesso adiacente, assegnato a Sport e Salute. Stiamo valutando con i nostri tecnici gli spazi necessari per le attività del laboratorio, che non riguardano solo il teatro ma anche il multimediale e la canzone, tutte attività di alta formazione artistica finanziate dal Fondo sociale europeo”.
Adesso, ha sottolineato Ciardi, “valuteremo la congruità degli spazi, poi lasceremo liberi gli attuali locali. Anche da parte del presidente Francesco Rocca, comunque- ha concluso il commissario- c’è l’impegno a garantire un’allocazione ottimale alla struttura”.

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