Bufera su Alessandro Amadori, scelto dal governo per educare alle relazioni. Scriveva: “Il diavolo è donna”

ROMA – Bufera su Alessandro Amadori, consulente del ministero dell’Istruzione e del Merito, scelto dal ministro Giuseppe Valditara come coordinatore del gruppo di esperti che hanno stilato le linee guida sull’Educazione alle relazioni. Il progetto sarà presentato domani mattina al Senato, ma sta già facendo discutere. Se gli studenti chiedono un percorso organico in tutte le scuole, la politica si concentra sulla figura del coordinatore, Alessandro Amadori.

CHI È ALESSANDRO AMADORI

Psicologo, saggista e docente di ‘Marketing politico’ all’Università Cattolica di Milano, Amadori è, insieme al ministro Valditara, coautore de “È l’Italia che vogliamo. Il manifesto della Lega per governare il Paese”. Ma a far discutere, in queste ore, è un altro suo libro, edito nel 2020: “La guerra dei sessi. Piccolo saggio sulla cattiveria di genere”, scritto insieme a Cinzia Corvaglia.

“La tesi in questione è che a breve comincerà una vera e propria guerra dei sessi, il cui esito potrebbe essere una società non più patriarcale ma ginarchica. L’ipotesi non è solo fantapolitica, ed è uno dei possibili esiti dello scontro fra il maschile e il femminile- recita la sinossi del libro- Scontro che in realtà è già iniziato e che ciascun genere sessuale combatte con le armi della propria specifica cattiveria. Che il principio maschile nella società sia in via di demolizione è ormai chiaro“.

In uno dei passaggi del libro, si legge: “Ma allora, parlando di male e di cattiveria, dovremmo concentrarci solamente sugli uomini? Che dire delle donne? Sono anch’esse cattive? La nostra risposta è “sì”, cioè che anche le donne sanno essere cattive, più di quanto pensiamo“. E poi, un paragrafo intero il cui titolo è “Il diavolo è anche donna”.

LA REAZIONE POLITICA: “VALDITARA SPIEGI IN AULA LA SUA NOMINA”

Immediata la reazione delle opposizioni: se il Movimento 5 Stelle chiede una informativa in aula a Valditara per “fornire tutte le dovute spiegazioni sulla nomina di Alessandro Amadori a coordinatore del progetto ‘Educare alle relazioni”, il Pd parla di “scelta preoccupante”.

“Sorprende, infatti, come su un tema così urgente e drammatico sia stata scelta una personalità che più volte in diversi interventi ha avvalorato tesi delle responsabilità delle donne come causa delle violenze. Tesi che sembrano incompatibili con lo scopo che il progetto deve perseguire”, dice Irene Manzi, capogruppo in commissione Cultura.

Alleanza Verdi Sinistra chiede a Valditara di revocare la consulenza ad Amadori e annullare la conferenza stampa di domani. “Non si tratta infatti semplicemente di uno studioso che illustra tesi discutibili, ma di un uomo in preda ad un vero e proprio delirio complottista rivolto contro le donne- scrive afferma Elisabetta Piccolotti- Che sia lui ad aver coordinato il progetto che Valditara dovrebbe presentare domani è una vera vergogna”.

Anche Italia Viva, con Daniela Sbrollini, sottolinea che “è importante che le linee guida sull’educazione alla
affettività siano scritte in modo equilibrato e senza colpevolizzare le donne, mentre il professore in alcune sue pubblicazioni ha parlato di ‘donne cattive’. Bene che Valditara si assuma la responsabilità del progetto, ma qualche chiarimento sulla nomina di Amadori e sul ruolo del professore nella stesura del testo sarebbe opportuno”.

LA REPLICA DEL MINISTRO: PROGETTO SOTTOSCRITTO DA ME, EVITARE POLEMICHE

Il ministro dell’Istruzione, infatti, ha sottolineato che “Il progetto Educare alle relazioni è stato scritto dal Dipartimento del Ministero dell’Istruzione e del Merito dopo aver sentito il parere delle associazioni dei genitori, degli studenti, dei docenti, dei sindacati, dell’ordine degli psicologi e di diversi esperti fra cui anche giuristi e pedagogisti. Il documento è stato letto, condiviso e sottoscritto da me. È questo il documento che domani presenteremo ed è questo documento che va giudicato. Per un confronto proficuo su un tema importante, che riguarda i nostri giovani e tutta la società, sarebbe utile evitare polemiche pretestuose”.

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