ITALIA AL BIVIO
Nel corso del Cnpr Forum è emerso che il Paese necessita di un forte impulso tecnologico per colmare il gap con la UE
Rilanciare la competitività delle imprese italiane è una sfida cruciale in un contesto globale sempre più dinamico, dove transizione ecologica e innovazione digitale rappresentano i principali vettori di sviluppo. Questo il tema centrale discusso nel corso del Cnpr Forum che ha evidenziato come l’Italia si trovi a un bivio importante: accelerare i processi di transizione ecologica e digitale diventa fondamentale per mantenere un adeguato tasso di crescita economica e restare competitivi a livello internazionale. In particolare, è emerso che il settore industriale italiano, trainato in gran parte dalle piccole e medie imprese (PMI), necessita di un forte impulso tecnologico per colmare il gap con le economie più avanzate, come quelle del Nord Europa.
Pasqua Borracci, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Bari, ha sottolineato l’importanza di non perdere le opportunità legate alla transizione tecnologica ed energetica, che possono rappresentare una svolta decisiva per l’Italia: “Il tema della competitività delle nostre imprese è di straordinaria importanza, soprattutto in questa fase storica in cui l’obiettivo principale deve essere recuperare punti preziosi di PIL. Ci sono dei treni che non possiamo permetterci di perdere, come quello della transizione tecnologica ed energetica”.
Borracci ha ribadito che l’innovazione non può essere riservata a poche grandi aziende, ma deve coinvolgere l’intero tessuto produttivo nazionale, specialmente le Pmi. Queste ultime, spesso penalizzate dalla mancanza di risorse e informazioni, devono essere messe nelle condizioni ottimali per beneficiare delle nuove opportunità offerte dalla digitalizzazione e dalla transizione verde. A questo proposito, ha sottolineato l’importanza di un’azione capillare di informazione e formazione, un ruolo strategico che i professionisti come commercialisti e revisori legali possono svolgere nel fare da ponte tra aziende e legislatori.
Il tema del capitale umano è stato fortemente evidenziato da Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto Nazionale Esperti Contabili, che ha ribadito l’importanza di puntare sulle persone all’interno delle aziende per migliorare la competitività. “Puntare sul capitale umano può essere vantaggioso nell’ambito dei fattori produttivi, troppo spesso trascurato nella determinazione degli elementi che formano l’economia”, ha dichiarato Longoni. Ha poi aggiunto che la competitività non deve essere intesa solo come riduzione dei costi, ma anche come semplificazione delle procedure, fattore che spesso rappresenta un ostacolo per gli investimenti in Italia.
Secondo Longoni, il problema degli investimenti non è legato tanto al costo del lavoro quanto alla complessità burocratica che rende difficile avviare nuovi progetti. “In Italia non si fanno investimenti, o se ne fanno pochi, perché è complicato farli, non perché il costo del lavoro è alto. In realtà, il costo del lavoro italiano non è significativamente più alto rispetto ad altri Paesi europei, ma il netto che resta nelle tasche del lavoratore è molto inferiore rispetto, ad esempio, a quello tedesco”, ha puntualizzato Longoni, ponendo l’attenzione sul problema del cuneo fiscale, ossia la differenza tra il costo del lavoro e il netto percepito dal lavoratore.
Bru.Mar.
* Libero Quotidiano
