Serve un cambio di passo nel pubblico e nel privato

L’IMPORTANZA DELLE CERTIFICAZIONI

Polentini, revisore legale dell’Odcec di Roma «Le imprese giocano un ruolo cruciale nella promozione della parità» 

“Nonostante il crescente numero di donne nel mercato del lavoro, la loro presenza nelle posizioni decisionali rimane bassa. In particolare nel settore pubblico sono necessarie misure concrete per accelerare la parità di genere nei ruoli di leadership”. E’ quanto ha dichiarato Elisabetta Polentini, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Roma, che ha illustrato il punto di vista dei professionisti nel corso del Cnpr Forum dedicato alla parità di genere e moderato da Anna Maria Belforte.

Secondo Polentini, nel settore pubblico sono necessarie misure concrete per accelerare la parità di genere nei ruoli di leadership. Tuttavia, ha riconosciuto che le quote rosa sono spesso criticate perché potrebbero favorire una parità formale a scapito della meritocrazia.

“Le imprese giocano un ruolo cruciale nella promozione dell’equità di genere”, ha affermato. “Sarebbe auspicabile implementare azioni mirate per supportarle e incentivarle, soprattutto considerando che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) include misure specifiche per concedere contributi alle PMI al fine di ottenere la certificazione di parità di genere. Purtroppo, questa opportunità ha ricevuto poca attenzione”.

Le conclusioni del dibattito sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto Nazionale Esperti Contabili, che ha richiamato l’attenzione sulla lentezza con cui l’Italia ha affrontato il tema della parità di genere, ricordando che fino al 1946 le donne italiane non avevano nemmeno il diritto di voto. “Da allora, il percorso verso la parità è stato lungo e difficile”, ha spiegato.

“Oggi, il numero di donne in posizioni apicali, specialmente nel Sud Italia, è ancora significativamente inferiore rispetto agli uomini”.

Secondo Longoni, le misure attuali devono garantire pari opportunità di accesso al mondo della rappresentanza. Le quote di genere, secondo lui, non dovrebbero compromettere il merito, ma piuttosto assicurare che le donne abbiano uguali possibilità di accesso alle carriere dirigenziali. Ha inoltre evidenziato l’importanza della certificazione di parità di genere per le imprese, non solo come segno di impegno sociale, ma anche come strumento per ottenere vantaggi competitivi. “Il problema – ha sottolineato – è che molte aziende non sono nemmeno a conoscenza di questa misura”.

Tra le proposte emerse durante il convegno, vi è quella di rendere più nota la certificazione di parità di genere, nonché estendere i congedi parentali anche ai padri e incrementare i bonus per gli asili nido. Tali iniziative potrebbero non solo facilitare una maggiore equità tra i generi, ma anche supportare le famiglie nel bilanciare le responsabilità lavorative e familiari.

In conclusione, il dibattito ha messo in luce che, nonostante i progressi fatti negli ultimi decenni, la strada verso una vera parità di genere è ancora lunga. È fondamentale non solo promuovere politiche inclusive, ma anche sensibilizzare aziende e istituzioni sull’importanza di adottare misure concrete per supportare le donne nel mondo del lavoro, garantendo che il merito rimanga sempre al centro delle decisioni.

Bru.Mar.

*Libero Quotidiano

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