Negli anni tanti decreti, ma poche soluzioni efficaci
L’argomento al centro del webinar organizzato da Cassa ragionieri ed esperti contabili
di Mattia Grieco
La necessità di procedere alle semplificazioni del sistema normativo e di quello tributario è il tema che ha caratterizzato il dibattito nel corso del Cnpr forum “Semplificare per crescere: l’Italia tra vincoli e opportunità” promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, che ha visto protagonisti Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia in commissione Trasporti, Emiliano Fenu, capogruppo del M5s in Commissione Finanze a Montecitorio, Andrea De Bertoldi, parlamentare della Lega in Commissione Finanze alla Camera e Marco Grimaldi, deputato Avs in Commissione Bilancio.
Nel corso del dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Elisabetta Polentini, commercialista e revisore dei conti dell’Odcec di Roma: “L’Unione Europea e la Banca d’Italia a più riprese hanno sottolineato come il processo di semplificazione normativa e burocratica sia una delle priorità per la crescita economica del nostro Paese.
Da troppi anni, ormai, cittadini e imprese chiedono un’Italia più semplice con un rapporto tra fisco e contribuenti più agevole, con una sburocratizzazione di processi che rallentano l’iniziativa privata e con misure premiali per chi investe su innovazione e digitalizzazione. E’ tempo di passare dagli enunciati ai fatti”.
Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili. “Tutti i governi da Monti fino ad oggi hanno fatto almeno un ‘Decreto Semplificazioni’. Qualcuno ne ha prodotti addirittura due. Quello che però non si è capito è: semplificazioni per chi?
Perché gran parte di queste norme sono in realtà introduzioni di nuovi adempimenti e attività, utili alla pubblica amministrazione per eseguire meglio i controlli, per digitalizzare meglio, acquisire meglio dati. Non riguardano in alcun modo i cittadini. Ormai dispero che si possa davvero ottenere un’attività di semplificazione. L’ultima in materia tributaria ha soppresso il modello 770 e lo si è sostituito da una dichiarazione mensile delle ritenute, passando da 1 a 12. Così non andiamo affatto bene.
Bisogna avere una programmazione comune su questo punto individuando ciascuno la propria visione del futuro. Negare la transizione ecologica, quella digitale, significa rifiutare fenomeni che nessuno può governare. Si andrà inevitabilmente in questa direzione e bisogna far sì che questi passaggi vengano semplificati programmando un futuro davvero sostenibile”.
*ItaliaOggi
