Uno strumento strategico per sostenere la transizione
L’argomento al centro del Forum organizzato da Cassa ragionieri ed esperti contabili
di Filippo Rossi
Utilizzare il fisco come leva per sostenere la transizione ecologica è il tema affrontato nel corso del Cnpr forum “Fisco green: equità, sviluppo e semplificazione” promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili presieduta da Luigi Pagliuca che ha visto protagonisti Mauro Del Barba (Italia Viva), segretario della Commissione Finanze della Camera dei deputati; Guerino Testa (Fratelli d’Italia), anche lui segretario della Commissione Finanze a Montecitorio; Antonio Misiani (Partito Democratico), vicepresidente della Commissione Bilancio a Palazzo Madama e Fabrizio Sala, deputato di Forza Italia in Commissione Finanze alla Camera.
Nel corso del dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Mario Chiappuella, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Massa Carrara: “Mai come in questo momento storico, caratterizzato dalle tante incertezze che la politica dei dazi degli Stati Uniti sta alimentando sui mercati internazionali, il fisco può diventare uno strumento strategico come nuova leva di sviluppo.
In quest’ottica bisogna anche misurare bene l’impatto della Transizione ecologica, che deve andare di pari passo con l’equità sociale, evitando che i costi del sistema produttivo ricadano ancora una volta sui più deboli”.
Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale Esperti contabili. “La leva fiscale è uno strumento utilissimo per incentivare la sostenibilità ma dovrà essere articolata con detrazioni, deduzioni, bonus e crediti d’imposta. L’importante è che le regole siano chiare, stabili nel tempo e facilmente utilizzabili. Mi sembra che siamo sulla buona strada.
Certamente non si può che essere favorevoli all’utilizzo del fisco per promuovere la Transizione ecologica ma questa non può non essere accompagnata da un piano adeguato, senza interventi generici e confusi. Manca tuttavia un argomento che riguarda il dover necessariamente lavorare sulla cultura della sostenibilità che deve essere pensata non come obbligo bensì come vantaggio per cittadini e imprese. Significa iniziare con un adeguato piano di formazione che parta dalle scuole.
Certamente i tre punti cardine della transizione verso un mondo più sostenibile sono la riduzione dell’impatto ambientale, uno sviluppo che soddisfi le esigenze del presente senza compromettere le generazioni future e infine l’innovazione tecnologica puntando su ricerca e sviluppo delle nuove tecnologie nei settori chiave dell’innovazione sostenibile”.
* ItaliaOggi
