Data center, stati in ritardo

L’INTERVENTO DI MARCO CARRAI

“Il contesto attuale della transizione digitale e i data center rappresentano una componente critica dell’infrastruttura globale. Critica perché rispetto a quello che sarà l’uso ce ne sono ancora pochi non tutti hanno individuato i luoghi dove farli.

In Europa è stata fatta una direttiva ad hoc ma non è stata ancora recepita da tutti i paesi, tuttavia il loro impatto ambientale infrastrutturale sta emergendo come una delle sfide più rilevanti da affrontare.

La crescita esponenziale della domanda di capacità computazionale accelerata dalla adozione massiva del cloud e soprattutto l’intelligenza artificiale sta ridefinendo i requisiti energetici e idrici di queste strutture.

Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia nel 2022 i data center hanno consumato dai 240 a 340 tetra wat di elettricità pari a oltre l’1% tra domanda globale di energia elettrica. Ma la previsione più critica riguarda i data center per l’intelligenza artificiale che richiedono una potenza di calcolo elevatissima”.

* ItaliaOggi

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