Imprese, l’Italia torna in pista

Stabilità e credibilità (ri)attirano gli investitori stranieri

L’argomento al centro del Forum organizzato dalla Cassa di previdenza dei ragionieri

di Filippo Rossi

Stabilità e credibilità, l’Italia torna ad attrarre i mercati internazionali. E’ il tema dibattuto nel corso del Cnpr forum speciale, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, dedicato a “Italia 2035, nell’ambito dell’evento organizzato da ‘Forbes Italia’ e introdotto dal direttore Alessandro Rossi, che si è svolto nella sala Trilussa della Cassa di previdenza dei Geometri, che ha rieletto al vertice dell’ente Diego Buono, che ha visto protagonisti: Maurizio Leo, Viceministro dell’Economia e delle Finanze; Lucia Albano, sottosegretario del Mef; Massimo Bitonci, sottosegretario Ministero per le imprese e il made in Italy; Loretana Cortis, direttore affari istituzionali Italia ed executive vicepresident Fincantieri.

“Le piccole e medie imprese sono l’asse portante dell’economia italiana, quindi, bisogna avere un forte focus su di loro. In linea di massima – ha sottolineato Alessandro Profumo, banchiere e dirigente d’azienda – le politiche europee tengono conto delle piccole e medie imprese ovviamente hanno più difficoltà ad accedere rispetto alle grandi ma sono convinto che debbano svolgere un ruolo fondamentale per trascinare tutta la filiera. Ci deve essere un impegno da parte delle grandi imprese che beneficiano di politiche europee a trascinare con sé tutto il tessuto industriale italiano”.

Nel corso del focus, condotto da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato illustrato da Eleonora Linda Lecchi, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Bergamo: “L’Italia torna a essere un paese attrattivo per chi volesse investire e fare impresa. Occorre favorire il trend con misure adeguate che accolgano in maniera risolutiva le istanze degli imprenditori affinché si sentano supportati e incoraggiati ad avviare nuovi progetti sempre più competitivi”.

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “L’attuazione della legge delega 111 ha introdotto semplificazioni ritenute sbilanciate a favore del fisco e poco vantaggiose per i contribuenti. È considerato positivo il progetto di un codice unico degli incentivi, necessario per razionalizzare le circa duemila misure esistenti, spesso complesse e poco accessibili. Tra le priorità per lo sviluppo viene indicata una revisione normativa del settore dell’abitare, che in Italia manca di un quadro organico dagli anni ’70, con la fine dell’edilizia residenziale pubblica e delle concessioni agevolate. Serve un nuovo impianto normativo che rilanci il diritto all’abitazione”.

“Riguardo all’attuazione della legge delega 111 le numerose semplificazioni che sono intervenute a seguito dei decreti delegati, da cittadino dico che queste semplificazioni non sono nella direzione giusta. Molte di esse sono in favore del fisco molte meno in favore dei contribuenti. In materia di incentivi e sostegni alle imprese con il programma di elaborare il codice unico degli incentivi sembra opportuno e corretto. In Italia ci sono circa duemila incentivi difficili da conseguire e difficili da mantenere. Tra le strategie per un futuro di crescita è stata segnalata come necessaria una revisione della normativa che riguarda il cosiddetto settore dell’abitare. In Italia mancano leggi organiche sull’edilizia dagli anni ’70. Da allora l’edilizia residenziale pubblica è finita, da allora le concessioni agevolate in favore delle cooperative dei privati sono sostanzialmente terminate e ritornare a un principio normativo che valorizzi il settore dell’abitazione è sicuramente quanto mai opportuno”.

* ItaliaOggi

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