Più sostegni alla formazione

Processi adeguati per sostenere le nuove generazioni

L’argomento al centro del Forum organizzato da Cassa ragionieri ed esperti contabili

di Filippo Rossi

Formazione e utilizzo delle nuove tecnologie per vincere la sfida con i nuovi mercati del lavoro. E’ il tema affrontato nel corso del forum speciale, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, dedicato a “Italia 2035, Energia, Ambiente e Infrastrutture” nell’ambito dell’evento organizzato da ‘Forbes Italia’ e introdotto dal direttore Alessandro Rossi, che si è svolto nella sala Trilussa della Cassa di previdenza dei Geometri, che ha rieletto al vertice dell’ente Diego Buono.

Protagonisti Paola Frassinetti (FdI), sottosegretario del ministero dell’Istruzione e del Merito: Luciano D’Alfonso, deputato del Pd (già presidente della Regione Abruzzo), Agostino Ghiglia, componente del Collegio Garante per la protezione dei dati personali; Danilo Iervolino, imprenditore ed editore di Forbes Italia.

Nel corso del dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, è intervenuto Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino: “La parola chiave è sostegno alla formazione. I giovani devono essere sostenuti con processi adeguati ad affrontare le nuove sfide del mercato del lavoro. Bisogna sempre salvaguardare però le caratteristiche della nostra italianità adeguando le nuove tecnologie a questi processi. Penso all’AI e ai sistemi autogenerativi che necessitano di meno forza lavoro per unità di prodotto. Un rischio che va scongiurato rendendo le tecnologie sinergiche alle attività dell’uomo”.

Il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Elisabetta Polentini, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Roma: “Connettere il mondo della scuola con quello del mercato del lavoro è la sfida da vincere. Bisogna farlo tenendo presente che si richiedono competenze sempre più specifiche e aggiornate, per questo il mondo della scuola deve essere a sua volta attrezzato per offrire agli studenti il maggior numero di possibilità di poter rispondere alle esigenze delle imprese”.

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale Esperti contabili: “Sulla dispersione scolastica inviterei a riflette anche su quella che viene chiamata dispersione scolastica implicita vale a dire quella quota di studenti che non è assolutamente trascurabile che conseguono il titolo d studio ma non raggiungono nemmeno lontanamente il livello di competenze che ci si dovrebbe attendere dopo tredici anni di scuola. Secondo le valutazioni Invalsi la quota di dispersione implicita supera il 20 per cento. Riguardo alla nuova filiera degli istituti professionali sperimentali va precisato che occorre connettere il mondo dell’istruzione con il mondo del lavoro ma non deve questa connessione scivolare nella cosiddetta tecnocrazia”.

* ItaliaOggi

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