Dal traffico globale di dati il 4% delle emissioni mondiali
L’argomento al centro del Forum organizzato da Cassa ragionieri ed esperti contabili
di Filippo Rossi
La sostenibilità energetica legata alla transizione digitale e la cybersicurezza per imprese e cittadini sono i temi dibattuti nel corso del Cnpr forum “Cybersecurity e sostenibilità, la nuova frontiera del rischio digitale” promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, che ha visto protagonisti Andrea Mascaretti parlamentare di Fratelli d’Italia e componente della commissione Bilancio della Camera, Luigi Nave, senatore del M5s e componente della commissione Ambiente a Palazzo Madama, Chiara Tenerini, parlamentare di Forza Italia e componente della commissione Lavoro della Camera e Mauro Del Barba (Italia Viva) segretario della commissione Finanze della Camera.
Nel corso del dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Sabatino Broccolini, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Teramo: “Nel 2024 il traffico globale di dati ha generato oltre il 4% delle emissioni mondiali.
E’ indispensabile promuovere una gestione responsabile dei dati, senza frenare l’innovazione. Per il mondo produttivo, la sicurezza informatica è ormai parte integrante della competitività. Occorrono strumenti che possano aiutare imprese e professionisti a investire davvero in protezione digitale senza appesantire i costi.
La rivoluzione digitale porta con sé rischi crescenti: minacce alla sicurezza personale e danni al benessere psicofisico legati a cyberbullismo, dipendenze e uso eccessivo della tecnologia, per questo è importante agire sulla formazione delle giovani generazioni”.
Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale Esperti contabili: “Non sono i dati in sé a generare emissioni, ma l’energia necessaria per produrli, conservarli e farli circolare. Per questo il tema non va affrontato dal punto di vista dei dati, bensì da quello della produzione energetica.
Se saremo in grado di utilizzare energia alternativa, proveniente da fonti non fossili e quindi davvero pulita, potremo sostenere senza danni ambientali anche consumi molto elevati legati alla gestione delle informazioni digitali.
Non ritengo invece realistico ridurre in modo significativo l’enorme fabbisogno della rete, che secondo l’Agenzia nazionale per la cybersicurezza movimenta ogni giorno circa tre quintilioni di byte: un flusso immenso, in costante crescita, che assorbe energia e rappresenta ormai un’infrastruttura indispensabile per cittadini, imprese e istituzioni”.
* ItaliaOggi
