Formare i giovani per prevenire la violenza di genere
L’argomento al centro del Forum organizzato da Cassa ragionieri ed esperti contabili
di Mattia Grieco
L’educazione al sentimento quale strumento per costruire i giovani del futuro e prevenire la violenza di genere è il tema affrontato nel corso del Cnpr forum “Scuola e famiglia: chi educa al sentimento?”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, che ha visto protagonisti Ylenja Lucaselli, deputata di Fratelli d’Italia in Commissione Bilancio a Montecitorio, Ylenia Zambito (Partito Democratico), segretario della Commissione Affari sociali e Lavoro a Palazzo Madama, Rosaria Tassinari, deputata di Forza Italia nella Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza e Gaetano Amato, deputato del M5s in Commissione Cultura e Istruzione alla Camera.
Nel corso del dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Elisabetta Polentini, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Roma: “Investire nel capitale umano significa prendersi cura della formazione dei giovani, affinché possano comprendere i valori della convivenza sociale, del rispetto reciproco e dell’importanza di conoscere e gestire la propria sfera emotiva e sentimentale.
Un compito reso sempre più complesso dall’avvento del web e dei social network, che hanno creato nuove barriere tra genitori e figli. Per questo è fondamentale costruire una rete solida tra famiglia, scuola e istituzioni, capace di prevenire i gravi danni derivanti da un uso inconsapevole dei mezzi digitali”.
Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “Quando si parla di scuola e di educazione dei giovani, tutti diventano improvvisamente buoni e condiscendenti, pronti a esaltare l’importanza di una corretta formazione. Tuttavia, è fondamentale che a queste dichiarazioni di principio seguano comportamenti concreti e, soprattutto, la realizzazione di programmi formativi coerenti con le buone intenzioni espresse.
La scuola può davvero diventare uno spazio di protezione se si propone non solo di trasmettere competenze, ma anche valori; se educa alla cittadinanza e alla cultura del lavoro; se valorizza, attraverso i propri percorsi educativi, le diversità culturali, sociali, religiose ed etniche. Solo così potrà perseguire l’obiettivo di sviluppare il pensiero critico degli studenti e diventare, a tutti gli effetti, un luogo sicuro e consapevole di crescita contro i rischi e i pericoli che oggi li circondano”.
* ItaliaOggi
