Le città guardano al futuro

Urbanistica e legalità per trasparenza e sostenibilità

L’argomento al centro del Forum organizzato da Cassa ragionieri ed esperti contabili

di Davide Mattei

Una visione urbanistica innovativa per Milano e per tutte le città metropolitane è il tema affrontato nel corso del Cnpr forum “Urbanistica e legalità, per una città del futuro trasparente e sostenibile”, promosso dalla Casse di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, che visto protagonisti Cristina Rossello, parlamentare di Forza Italia in Commissione Politiche dell’Unione Europea a Montecitorio, Lia Procopio Quartapelle, (Partito Democratico) vicepresidente della commissione Affari esteri e comunitari della Camera dei Deputati, Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama e Giulia Pastorella, deputata di Azione Commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera.

Nel corso del dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Eleonora Linda Lecchi, commercialista e revisore legale dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bergamo: “Alla luce anche delle recenti vicende di cronaca milanesi, diventa assolutamente prioritario garantire una pianificazione urbanistica più partecipativa e trasparente nelle nostre città, senza compromettere tempi e qualità dei progetti.

Abbiamo il dovere di promuovere città più sostenibili e periferie più vivibili, tutelando il paesaggio e la qualità della vita dei cittadini. Nel perseguire uno sviluppo sostenibile dei centri urbani, dobbiamo mirare in particolare a rigenerare le zone più degradate e popolari senza cadere nel rischio della gentrificazione”.

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “Esprimo apprezzamento per chi ha escluso la promulgazione di nuove norme. Viviamo in un Paese in cui le norme sono già troppe e dove si cerca di rispondere alle esigenze e alle urgenze dei cittadini facendo nuove leggi. Chi ritiene che non ci sia necessità di nuove norme sostiene una cosa saggia.

Il legislatore ogni volta che fa una nuova norma dovrebbe avere l’obbligo di abrogarne almeno due così la proliferazione delle 11mila e più leggi avrebbe finalmente il suo termine. Altrettanto apprezzabile il richiamo alla necessità della semplificazione procedurale. Siamo un Paese complicato e siamo molto bravi a complicarci ancora di più la vita. Semplificare le procedure di qualunque attività che prevedono il coinvolgimento di diverse autorità semplificare le procedure sarebbe la soluzione migliore”.

* ItaliaOggi

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