LA RICHIESTA DI GIULIA PASTORELLA
«La trasparenza e la partecipazione partono dai dati e dal monitoraggio. Occorre un sistema chiaro e accessibile, basato su piattaforme digitali che permettano ai cittadini di comprendere in tempo reale lo stato delle pratiche. Le amministrazioni devono applicare i principi della digitalizzazione e del “once only”, evitando richieste ripetitive e garantendo procedure snelle.
Il caso Milano ha rivelato un problema profondo: una normativa frammentata e poco coerente. Urbanistica ed edilizia seguono ancora percorsi separati, ma oggi è evidente che serva un riordino nazionale che unifichi le regole. Solo così si potranno garantire trasparenza, tempi certi e responsabilità nei processi decisionali.
La parola chiave è rigenerazione: deve essere la regola, mentre la nuova edificazione l’eccezione. Bisogna valorizzare lo spazio esistente, attraverso interventi a volumetrie costanti o sviluppi verticali che evitino consumo di suolo. Nessuno dei due modelli va demonizzato: ciò che serve è accelerare gli iter, costruire una visione urbana basata su sostenibilità, qualità, responsabilità pubblica e privata».
* ItaliaOggi
