Semplificazioni poco concrete

Tanti interventi negli anni, pochi quelli davvero efficaci

L’argomento al centro del Forum organizzato da Cassa ragionieri ed esperti contabili

di Davide Mattei

La nuova legge di bilancio tra semplificazioni e dibattito sulla riduzione della pressione fiscale, è il tema  affrontato nel corso del Cnpr forum “Semplificazione, competitività e sostenibilità fiscale: a che punto siamo?” promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, che ha visto protagonisti Alberto Gusmeroli (Lega), presidente della Commissione Attività produttive a Montecitorio, Antonio Misiani (Partito Democratico), vicepresidente della Commissione Bilancio a Palazzo Madama Giorgio Lovecchio, parlamentare di Forza Italia nella Commissione Finanze alla Camera e Alessandro Caramiello, deputato del M5s nella Commissione Parlamentare per l’Attuazione del Federalismo fiscale.

Nel corso del dibattito moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Mario Chiappuella, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Massa Carrara: “Si è fatto nel corso degli anni un abuso del termine ‘semplificazione’ senza che si sia mai tradotto in atti concreti.

Noi commercialisti continuiamo nel dialogo con il governo di turno ma aspettiamo segnali concreti nell’interesse di cittadini, imprese e di noi ‘professionisti. Se vogliamo garantire competitività alle nostre imprese bisogna intervenire urgentemente sul piano fiscale assicurando loro anche una certa stabilità e continuità delle misure, consentendo così la programmazione degli investimenti e l’innovazione dei processi”.

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: «Non stiamo raggiungendo l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale, né quello di garantire una reale equità tributaria. Oggi i redditi bassi pagano il 27%, i redditi medi il 33% e quelli alti arrivano al 45%: una sproporzione evidente che grava soprattutto sul ceto medio e sui lavoratori. A questo si aggiunge una forte disomogeneità territoriale legata all’applicazione delle flat tax, che crea ulteriori disparità tra contribuenti.

Sul fronte del contrasto all’evasione fiscale, riconosco che si stanno facendo passi avanti, ma occorre analizzarli con attenzione. Si continua infatti ad accertare quasi esclusivamente sui contribuenti noti, mentre non si fa abbastanza per individuare chi resta completamente fuori dal sistema. La vera criticità è che pochi pagano troppo. L’Italia non ha il sistema tributario più complesso del mondo, ma resta eccessivamente complicato il regime degli adempimenti, che va semplificato per rendere il fisco più equo, efficiente e sostenibile per tutti».

* ItaliaOggi

Reviews

Related Articles