Leo: categoria centrale per garantire un fisco più sereno
Le parole del viceministro al Mef durante il Forum di Cassa ragionieri ed esperti contabili
di Mattia Grieco
Il dibattito sul rapporto tra professionisti, governo e pubblica amministrazione ha caratterizzato il Cnpr Forum speciale su “Obiettivo Futuro: tasse, lavoro e imprese. Cosa cambia con la Legge di Bilancio 2026”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.
Maurizio Leo, viceministro dell’Economia, ha sottolineato il ruolo dei commercialisti “nell’adempimento collaborativo che riguarda le imprese più strutturate ma anche aziende di dimensioni ridotte. Un compito fondamentale che insieme al ‘concordato’ vuole cambiare il volto nelle relazioni tra fisco e contribuente, lavorare ex ante per evitare contenziosi e accertamenti e fare sì che il rapporto tra amministrazione finanziaria e contribuente sia sempre più sereno”.
Stabilità e semplificazioni sono la priorità per Alberto Luigi Gusmeroli (Lega) presidente della commissione Attività produttive della Camera: “Abbiamo bisogno di semplificazioni e di un fisco meno nemico e più stabile. Continui cambiamenti delle norme non fanno bene. Stabilità che è l’obiettivo della delega fiscale e che deve recuperare la flat tax incrementale che spinge a guadagnare e dichiarare di più mentre resta la critica su precompilate e sul concordato preventivo”.

Concorde Chiara Tenerini (Forza Italia) componente della commissione Lavoro della Camera: “La madre di tutte le battaglie per l’Italia è la semplificazione che deve partire dalle norme europee per giungere fino a noi. Qualcosa abbiamo fatto nell’applicazione del Pnrr per renderlo più agevole, abbiamo tagliato 30mila norme obsolete. Dobbiamo vincere la sfida della digitalizzazione con portali accessibili e veloci che non complichino la vita ai professionisti e consentano loro di cogliere le grandi opportunità di questa grande trasformazione in corso”.

Di compliance ha parlato Andrea De Bertoldi (Lega) componente della commissione Finanze della Camera: “Il rapporto fisco contribuenti si migliora andando a semplificare la normativa, cosa che la riforma fiscale ha nel proprio dna, e responsabilizzando e coinvolgendo i commercialisti che sono il volano di trasmissione tra lo Stato, le imprese e i cittadini. I professionisti sono coloro che possono rendere umano e comprensibile il fisco. Ci aspettiamo da parte dell’Agenzia delle Entrate l’attenzione alla libera professione che possa dare risposte concrete in termini di comprensione e umanità”.

Nel corso del dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Mario Chiappuella, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Massa Carrara: “Il principale problema è la mancata riduzione della burocrazia, che finisce spesso per tarpare le ali alle iniziative economiche, un rapporto con la PA che deve essere trasparente e finalizzato a una collaborazione concreta. E’ il momento di trovare soluzioni attraverso un confronto ‘franco e collaborativo’ con la pubblica amministrazione. Servono canali rapidi nell’interesse dei contribuenti e una maggiore considerazione nell’ambito dello svolgimento della nostra professione. Serve una compliance reale con rapporti paritari per risolvere gran parte del contenzioso”.
Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale Esperti contabili: “Dobbiamo riflettere a fondo sul senso della nostra professione e sulla responsabilità che ciascuno di noi porta con la propria attività. La frammentazione ha indebolito la nostra coesione contribuendo a renderla meno attrattiva tra i giovani. Questo campanello d’allarme deve far sì che le nuove generazioni sentano nuovamente il richiamo di una categoria dal profondo contenuto giuridico a cui si accompagna una forte componente etica, umana e sociale”.
* ItaliaOggi
