Elezioni per pochi intimi

Astensionismo record nell’ultima tornata elettorale

L’argomento al centro del Forum organizzato da Cassa ragionieri ed esperti contabili

di Mattia Grieco 

Il boom di astensionismo registrato nel corso dell’ultima tornata elettorale per il rinnovo dei Consigli regionali di Campania, Puglia e Veneto ha lanciato l’allarme sulla partecipazione degli italiani alla vita politica del Paese.

E’ il tema discusso  nel corso del Cnpr forum “Astensionismo: le cause e le soluzioni per una nuova partecipazione democratica”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, che ha visto protagonisti Graziano Pizzimenti, deputato della Lega in  Commissione Ambiente della Camera; Cristina Tajani, senatrice del Partito Democratico in Commissione Finanze a Palazzo Madama; Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia nella Commissione parlamentare per le Questioni regionali e il senatore Mario Turco, vicepresidente nazionale del Movimento cinque stelle.

Nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Pasqua Borracci, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Bari: “L’astensione alle ultime elezioni regionali evidenzia un crescente distacco tra i cittadini e la politica. Occorre attivare le leve più urgenti per riportare le persone al voto.

In particolare, le donne si informano meno degli uomini, partecipano meno alla vita politica e sono sotto-rappresentate nelle istituzioni. Esiste un divario di genere anche nella partecipazione politica che penalizza la ripartenza economica e sociale del Paese. Gli under 24, infine, sono tra i meno coinvolti e spesso sfiduciati verso partiti e istituzioni. La classe politica si deve avvicinare di più a questa realtà capendone le necessità e ascoltando le proposte innovative di cui i nostri ragazzi sono portatori sani”.

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “Un sondaggio dell’Istituto Piepoli mostra un dato significativo: nel 1991 votava il 92% dei giovani under 35, mentre nel 2024 solo il 47%. Nel dopoguerra esisteva un forte senso di appartenenza ideologica e la partecipazione al voto era tra l’85 e il 90%.

Oggi, invece, l’astensione cresce anche perché mancano simboli e progetti collettivi in cui sentirsi rappresentati. Il vero problema è che la politica non parla più davvero alle persone: si rivolge solo alla loro ‘pancia’, puntando sulle emozioni, ma non riesce ad arrivare alla testa degli elettori e non offre programmi chiari e convincenti che li spingano al voto”.

* ItaliaOggi

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