La compliance passa dalla trasparenza sui dati dell’anagrafe tributaria

Il ruolo dei commercialisti nei rapporti con governo, parlamento e PA è stato evidenziato da Marco Cuchel, Presidente Anc: “Il rapporto fisco – contribuente deve necessariamente essere rivisto. Nonostante gli sforzi di maggiore interlocuzione tra noi professionisti, Agenzia delle Entrate, Mef e PA, ancora non siamo arrivati a una condizione ottimale. Bisogna partire dall’ascolto e dalla condivisione delle proposte normative prima che vengano approvate perché siamo noi ad avere il polso dell’applicazione in concreto delle stesse e possiamo dare un contributo importante per efficientarne l’applicazione. La vera compliance si ottiene solo mettendo a disposizione i dati dell’anagrafe tributaria in modo trasparente ai cittadini e ai loro consulenti abbandonando la stagione dei precompilati”.

Sul dialogo si registra la disponibilità di Vincenzo Carbone, Direttore dell’Agenzia delle Entrate: “La possibilità di interloquire con i professionisti è importante perché sono anello di congiunzione tra amministrazione finanziaria e contribuenti. Il caso di Civis è significativo in questo senso. L’introduzione della delega unica e i tavoli tecnici congiunti sono altri esempi concreti di collaborazione per far conoscere meglio i servizi che mettiamo in campo. Pensiamo alla possibilità di sottoscrivere digitalmente documenti a distanza con password one shot e agli sportelli digitali attivi in 500 uffici dell’Agenzia con 9mila operatori abilitati. Finora sono state gestite oltre 700mila interazioni”.

A sottolineare l’importanza del dialogo anche Mario Civetta, già Presidente Odcec Roma: “Sta migliorando il rapporto fisco – contribuente, ovviamente c’è sempre moltissimo da fare. La tecnologia aiuta sia il fisco che il contribuente, implementare il dialogo a distanza con appuntamenti mirati per i professionisti è una strada verso cui tendere”.

Un equilibrio delicato come sottolineato da Antonio Misiani (PD) Vicepresidente della commissione Bilancio del Senato: “Sulla perimetrazione della professione credo sia necessario rimettere ordine ed evitare sovrapposizioni improprie”.

Critiche sono state espresse da Mario Turco (M5s) componente della commissione Finanze del Senato: “Il ruolo dei dottori commercialisti è fondamentale per le nuove sfide da affrontare. Siamo in piena crisi economica con una crescita pari a zero e senza il Pnrr saremmo in recessione. Siamo ultimi in Europa per produzione industriale e con un caro energia contro cui il governo non ha fatto nulla. I commercialisti allora possono essere una leva moltiplicatrice di produttività a patto che il governo faccia qualcosa in materia di semplificazioni”.

Per Mauro Del Barba (IV) segretario commissione Finanze della Camera: “Semplificazione è la parola chiave, sembra impossibile ottenerla in Italia anche perché, quando in Parlamento semplifichiamo con le norme poi l’apparato burocratico inesorabilmente ci torna sopra e precisa. E’ un difetto del nostro sistema che va assolutamente corretto”.

Un esempio concreto di dialogo è stato spiegato da Dario Nardella (PD) Parlamentare europeo: “Coinvolgere i professionisti fin dall’inizio, quando si scrivono le regole dobbiamo procedere con chi è chiamato ad attuarle ogni giorno con le imprese e le famiglie. Da sindaco di Firenze ho fatto un protocollo con l’ordine dei commercialisti dove ci siamo messi a scrivere insieme le ordinanze e le delibere ad esempio sulle imposte dii soggiorno. Ci vuole un fisco più semplice e più giusto invece di andare avanti con rinvii e condoni, spezzettamento di categorie”.

* ItaliaOggi

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