Stimolare gli investimenti mantenendo la competitività
L’argomento al centro del Forum organizzato da Cassa ragionieri ed esperti contabili
di Filippo Rossi
Come stimolare la crescita economica in modo sostenibile mantenendo la competitività. Se ne è discusso nel corso del Cnpr forum “Crescita economica e nuove strategie tra rinnovabili, integrazione e competitività”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, che ha visto protagonisti Gianluca Cantalamessa, senatore della Lega in Commissione Industria a Palazzo Madama, Ilaria Fontana, deputata del M5s in Commissione Ambiente a Montecitorio, Alessandro Colucci (NM) segretario di Presidenza della Camera dei Deputati e Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra in Commissione Agricoltura della Camera.
Nel corso del dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Elisabetta Polentini, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Roma: “Nel 2025, dopo secoli di progresso alle nostre spalle, dover parlare ancora di un aumento delle disuguaglianze sociali è sconfortante… eppure necessario.
I diritti sociali sono garantiti dalla nostra fonte primaria, la Costituzione, che impone allo Stato un intervento attivo per rimuovere gli ostacoli economici e sociali e per assicurare una reale redistribuzione delle risorse. È certamente compito del Governo orientare lo sviluppo del Paese, ma si tratta di perseguire una crescita sostenibile e duratura.
Sappiamo ormai tutti che le disparità economiche persistono a causa di una combinazione complessa di fattori strutturali; per questo lo sforzo dell’esecutivo deve essere quello di promuovere un modello economico più circolare e inclusivo, oltre a mantenere i conti pubblici in equilibrio
Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “Ritengo che la Spagna di Sánchez abbia realizzato un vero miracolo economico e politico. Sul piano politico ha saputo offrire un’alternativa alle derive autoritarie, resistendo all’aumento delle spese militari, tutelando i diritti civili e avviando una sfida fiscale ai colossi digitali.
Ha gestito con efficacia i flussi migratori regolari e puntato con decisione sulla transizione energetica, incrementando la produzione interna. È così diventata un modello credibile rispetto alla vecchia Europa.
L’Italia cresce, seppur poco, ma il nodo resta la distribuzione della ricchezza: aumenta il divario tra ricchi, ceto medio e fasce più fragili. Servono interventi sociali urgenti per evitare che le disuguaglianze continuino ad ampliarsi”.
* ItaliaOggi
