Elezioni da remoto sub iudice

Il presidente Anc Marco Cuchel parla in vista del rinnovo degli ordini dei commercialisti. Dubbi sulla procedura di affidamento della piattaforma

L’Associazione Nazionale Commercialisti ha trasmesso una formale segnalazione al ministero della Giustizia in merito alla procedura di affidamento della piattaforma informatica utilizzata per le prossime elezioni degli Ordini territoriali dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.

Presidente Cuchel, perché ANC ha ritenuto necessario rivolgersi al ministero della Giustizia?

«In qualità di sindacato di categoria, che da sempre dà voce ai dubbi e alle domande degli iscritti, abbiamo ritenuto doveroso approfondire la procedura di affidamento della piattaforma di voto. Lo abbiamo fatto analizzando la documentazione di gara e tenendo conto anche del ricorso presentato da uno degli operatori economici partecipanti. Sono emersi elementi oggettivi che, a nostro avviso, non possono rimanere sconosciuti al Ministero vigilante».

Quali sono, nel concreto, le principali criticità riscontrate?

«La prima riguarda le disparità strutturali ed economiche tra le società in gara. Dalla comparazione dei dati camerali e della documentazione ufficiale emergono differenze significative sotto molteplici profili: struttura societaria, governance, presìdi di controllo, dimensione organizzativa ed esperienza dichiarata».

Anche l’aspetto economico ha avuto un peso rilevante?

«Certamente. A fronte di una dichiarata equivalenza nella capacità di rispettare integralmente il capitolato tecnico, l’offerta di ID Technology s.r.l. era pari a 60.035 euro, mentre quella di Multicast s.r.l., poi risultata aggiudicataria, ammontava a 119.000 euro. Parliamo di una differenza prossima al cento per cento. In un affidamento pubblico, per di più in un ambito delicato come quello elettorale, una simile divergenza avrebbe richiesto una motivazione comparativa puntuale e trasparente».

Avete riscontrato problemi anche sul piano della trasparenza procedimentale?

«Sì. Segnaliamo che, a fronte delle richieste di chiarimento avanzate dall’operatore economico escluso, non risulterebbero fornite motivazioni esplicite sulle determinazioni assunte. L’accesso agli atti, previsto dalla legge 241 del 1990, è un presidio fondamentale di trasparenza e partecipazione procedimentale, oltre che uno strumento essenziale per prevenire il contenzioso. Purtroppo, questa prassi di scarsa chiarezza risulta ormai consolidata per l’attuale Consiglio Nazionale, anche per esperienza diretta della nostra Associazione».

C’è poi il tema delle competenze degli Ordini territoriali…

«Esatto. Un ulteriore elemento di criticità riguarda l’obbligatorietà, introdotta dal regolamento elettorale del Consiglio Nazionale, dell’utilizzo della medesima piattaforma di voto per tutti gli Ordini territoriali, in deroga alla prassi delle precedenti tornate elettorali. A nostro avviso, questa scelta merita un approfondimento alla luce del decreto legislativo 139 del 2005, che attribuisce agli Ordini territoriali la competenza sulla gestione del procedimento elettorale. Su questo punto, peraltro, è già pendente un contenzioso amministrativo».

Il contesto politico-istituzionale rende la vicenda ancora più delicata?

«Indubbiamente. Il quadro assume ulteriore rilievo considerando che, in questa tornata elettorale, l’attuale presidente del Consiglio Nazionale, Elbano de Nuccio, è intervenuto pubblicamente a sostegno di specifiche liste in diversi territori, tra cui Milano e l’area romana. In un simile contesto, l’esigenza di assoluta neutralità, trasparenza e linearità nelle scelte organizzative e tecnologiche diventa ancora più centrale».

Che cosa chiede concretamente l’ANC al Ministero?

«Chiediamo che vengano forniti chiarimenti ufficiali idonei a fugare ogni dubbio sulla correttezza, l’imparzialità e la piena legittimità della procedura adottata. Abbiamo inoltre proposto di valutare l’affiancamento di una struttura terza di supervisione tecnica dell’iter informatico, così da rafforzare ulteriormente l’affidabilità e la verificabilità dei risultati elettorali».

C’è il rischio di una contrapposizione politica?

«Assolutamente no. La nostra iniziativa non ha finalità polemiche. Vogliamo tutelare la credibilità del sistema ordinistico e la fiducia degli iscritti. Un processo elettorale deve essere non solo formalmente corretto, ma anche percepito come equo e imparziale. È questo l’obiettivo che ci guida».

*ItaliaOggi

Reviews

Related Articles