Chiuderà i lavori Sandra Savino, sottosegretaria al MEF
“Fisco e professione: le aspettative per l’anno appena iniziato” è il tema del convegno promosso dall’Associazione Nazionale Commercialisti, in programma a Roma martedì 13 gennaio all’Hotel Quirinale dalle ore 10,00. Una giornata di confronto articolata e di alto profilo, che riunirà rappresentanti delle istituzioni, del mondo ordinistico e della politica per discutere le sfide che attendono i commercialisti e il sistema fiscale italiano.
Apertura dei lavori e saluti istituzionali
I lavori prenderanno il via con gli interventi di saluto di Pasquale Di Falco, presidente ANC Roma, Giovanni Battista Calì, presidente dell’ODCEC Roma, Luigi Pagliuca, presidente della Cassa di Previdenza dei Ragionieri e degli esperti contabili, e Marco Natali, presidente di Confprofessioni.
Nel corso della prima tavola rotonda “Il coraggio del cambiamento: gli auspici per il 2026”, che vedrà confrontarsi Luca Asvisio, Andrea Borghini, Marcella Caradonna, Mario Civetta, Marco Cuchel, Gerardo Longobardi, Raffaella Romagnoli ed Enrico Terzani.
Nella sessione pomeridiana con il confronto professionale “IA e commercialisti: istruzioni per l’uso consapevole”, dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale sull’attività dei professionisti. Le disquisizioni sul tema saranno curate da Miriam Dieghi, con l’intervento di Nicola Sciarra.
Nel corso del dibattito “Commercialisti, fisco e politica: i buoni propositi di inizio anno”, interverranno Marco Cuchel, Andrea De Bertoldi (Lega), Chiara Gribaudo (Pd), Alberto Luigi Gusmeroli (Lega), Antonio Misiani (Pd), Chiara Tenerini (FI) e Mario Turco (M5s). Chiuderà i lavori la sottosegretaria al Mef Sandra Savino.
La Legge di Bilancio 2026 è accolta positivamente per il taglio della seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% e la conferma di alcune agevolazioni, ma per i commercialisti resta incompleta, con norme complesse e assenza di misure specifiche a sostegno e valorizzazione della professione.
Una criticità, per esempio, riguarda gli obblighi fiscali legati all’operatività con la Pubblica Amministrazione, che potrebbero complicare ulteriormente la gestione degli adempimenti, richiedendo una maggiore chiarezza normativa per evitare oneri burocratici eccessivi.
Sarà in arrivo anche un altro significativo aggravio burocratico per imprese e professionisti con l’introduzione da gennaio 2029 della ritenuta d’acconto dell’1% su tutti i bonifici tra aziende per la cessione di beni e le prestazioni di servizi.
Infine, sebbene alcuni strumenti come il ritorno dell’iper-ammortamento siano utili per incentivare gli investimenti in beni strumentali, resta la richiesta di una visione più strutturale e stabile per favorire la crescita economica nel medio periodo.
In sintesi, i commercialisti riconoscono alcuni elementi positivi nella Legge di Bilancio 2026, ma segnalano la necessità di ulteriori correttivi, soprattutto in termini di semplificazione fiscale, sostegno alla professione autonoma e maggiore trasparenza normativa, per tradurre davvero in benefici concreti le intenzioni della manovra.
* Italia Oggi
