Benvenuti e Rosati: sicurezza non si garantisce con limiti generalizzati
Roma, 19 gen. (askanews) – Ecoitaliasolidale esprime forti dubbi sull’estensione della zona 30 a tutto il centro storico di Roma, in vigore dal 15 gennaio, comprese arterie di scorrimento come Corso Vittorio Emanuele, via del Teatro Marcello e il Traforo. «A velocità molto basse, soprattutto nel traffico intenso e con continue accelerazioni e frenate, le auto producono più emissioni di particolato, NOx e altri inquinanti», spiega Ecoitaliasolidale. «Nel centro storico, dove la guida è inevitabilmente irregolare, il limite a 30 km/h non migliora l’ambiente: lo peggiora». Secondo l’associazione ecologista, una guida fluida e costante a velocità moderate risulta spesso meno inquinante rispetto a un’andatura lenta e frammentata, tipica delle zone congestionate. Il provvedimento è accompagnato dall’installazione di nuovi varchi elettronici anche in uscita, per un costo stimato di circa 4 milioni di euro, mentre restano in vigore le domeniche ecologiche, definite misure simboliche e prive di effetti duraturi.
«La sicurezza stradale è una priorità, ma non si garantisce con limiti generalizzati, sanzioni e controlli elettronici», dichiarano in una nota, Piergiorgio Benvenuti, presidente nazionale, e Fabio Rosati, vicepresidente e responsabile del Centro Studi sulla Mobilità. «Roma ha bisogno di un nuovo modello di mobilità».
Per Ecoitaliasolidale la vera svolta passa da un trasporto pubblico efficiente, capillare e realmente green. «Senza un servizio ATAC adeguato – concludono gli esponenti di Ecoitaliasolidale – le zone 30 rischiano solo di creare disagi ai cittadini e fare cassa, senza benefici ambientali concreti».
