LE PAROLE DI ANTONIO MISIANI
«L’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro e sull’economia è ormai sotto gli occhi di tutti. Non vi è ancora certezza su quale sarà il saldo complessivo di questa trasformazione: se i posti di lavoro che verranno distrutti saranno compensati, come accaduto in passato, da nuove forme di occupazione oppure se il bilancio finale risulterà negativo.
Si tratta di un processo di portata enorme, che non riguarda più soltanto le funzioni basiche, ma investe anche il lavoro dei colletti bianchi e le professioni creative, storicamente meno esposte ai fenomeni di automazione.
In questo scenario, il ruolo del sistema formativo diventa ancora più cruciale rispetto al passato. Andiamo inevitabilmente verso una fase in cui sarà necessario accelerare l’adozione dell’intelligenza artificiale per restare competitivi rispetto agli altri sistemi produttivi. Tuttavia, questa transizione dovrà accompagnarsi a investimenti massicci nella formazione e nella riqualificazione dei lavoratori.
In caso contrario, il rischio è che una rivoluzione tecnologica capace di generare effetti positivi sul piano economico possa produrre, sul versante sociale, conseguenze dirompenti».
* ItaliaOggi
