La formazione al primo posto

Investire nel capitale umano come priorità per il futuro

L’argomento al centro del Forum organizzato da Cassa ragionieri ed esperti contabili

di Davide Mattei 

Investire nel capitale umano tra aggiornamento dei percorsi formativi, nuove tecnologie e Intelligenza Artificiale. Se ne è discusso nel corso del Cnpr forum “Istruzione, formazione e coesione sociale: il capitale umano è la chiave per la competitività nell’era dell’innovazione?” Promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, che ha visto protagonisti Chiara Tenerini, deputata di Forza Italia in Commissione Lavoro a Montecitorio, Antonio Misiani (PD) vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato, Laura Cavandoli, parlamentare della Lega in Commissione Agricoltura della Camera e Luigi Nave, senatore del M5s in Commissione Ambiente a Palazzo Madama.

Nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Pasqua Borracci, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Bari: “L’accelerazione dell’innovazione digitale e dell’intelligenza artificiale sta modificando profondamente le competenze richieste dal mercato del lavoro. Bisogna rendere il sistema formativo più rapido nell’adattarsi a questi cambiamenti senza lasciare indietro lavoratori e nuove generazioni.

I dati mostrano ancora forti divari territoriali e sociali nell’accesso e nella qualità dell’istruzione, mentre sul piano internazionale cresce la competizione per attrarre e trattenere studenti, ricercatori e professionalità qualificate. Servono politiche adeguate, da un lato, per ridurre le disuguaglianze educative interne e, dall’altro, per rendere il sistema formativo più attrattivo e competitivo a livello globale.

Secondo i dati Eurostat e ISTAT, l’Italia destina all’istruzione circa il 3,9% del PIL, contro una media europea che supera il 4,7%. Diversi studi collegano la cosiddetta povertà educativa a maggiori disuguaglianze sociali e retributive difficili da colmare nel tempo. Bisogna investire di più nel capitale umano”.

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale Esperti contabili: “L’Intelligenza Artificiale è strutturata in modo da permetterle di imparare dall’esperienza anche in assenza di programmazione. Tutto questo rivela profili inquietanti.

Si tratta di una applicazione informatica che consente diverse funzioni fondamentali per la trasformazione digitale, integrate sempre più nella vita quotidiana, della produzione e delle aziende. Non credo sia necessario trovare strumenti normativi per governarla. Il problema è quello di aumentare i fondi per la formazione, per l’istruzione secondaria e universitaria”.

* ItaliaOggi

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