IL COMMENTO DI VALENTINA BARZOTTI
«Sono certa che questo nuovo modello organizzativo rappresenti un elemento molto positivo, soprattutto se ben calibrato. Tutti gli studi dimostrano che le aziende che adottano il lavoro da remoto sono più competitive, più attrattive per i giovani, che ormai chiedono sempre più spesso questa modalità, e registrano anche una riduzione dell’assenteismo. Tutto questo ci porta a ritenere che sia un modello da perseguire e da valorizzare.
Per questo è stato oggetto di una nostra proposta di legge, depositata il primo giorno di legislatura in Parlamento. Riteniamo, infatti, che la normativa attualmente in vigore, la legge 81/2017, che all’epoca fu definita una “legge cornice”, oggi necessiti di essere aggiornata e integrata. Nel tempo sono emerse diverse criticità che possono essere superate attraverso opportuni correttivi.
È chiaro che, come tutte le trasformazioni, anche lo smart working può produrre effetti distorsivi, ad esempio, in termini di disuguaglianze. È quindi importante esserne consapevoli, per poter adottare misure adeguate che consentano di valorizzarne gli aspetti positivi e ridurne eventuali possibili rischi».
* ItaliaOggi
