Necessari nuovi modelli

IL PENSIERO DI YLENIA ZAMBITO

«Credo moltissimo nello smart working e non lo ritengo né una scorciatoia né un favore. È una trasformazione strutturale del modo di lavorare e penso che dovremmo investirci molto di più.

È un’opportunità che deve essere governata. La qualità del lavoro e la volontà di svolgerlo non dipendono dal fatto di essere in presenza o in un altro luogo fisico, ma dall’organizzazione, dalla chiarezza degli obiettivi e dal riconoscimento della responsabilità professionale.

I dirigenti dovrebbero responsabilizzare maggiormente i lavoratori, che così si sentirebbero ancora più motivati a dare il massimo. Lo smart working non è una contrapposizione ideologica tra presenza e distanza: è una questione di modelli organizzativi. Dove il lavoro da casa è stato applicato con serietà, ha dimostrato di poter migliorare anche la produttività e l’efficienza.

Il vero rischio, dunque, non è il lavoro a distanza, ma il permanere di modelli arretrati che continuano a misurare il lavoro solo in termini di presenza fisica, ignorando l’evoluzione delle professioni, dei processi produttivi e delle aspettative di chi lavora».

*ItaliaOggi

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