Nel forum promosso dalla Cassa di previdenza di ragionieri ed esperti contabili il confronto sul rapporto tra politiche tributarie, economia ed equità sociale
Bruno Marrone
La rottamazione quinquies riaccende il confronto politico sul rapporto tra fisco, crescita economica ed equità sociale. Il tema è stato al centro del Cnpr forum “Pace fiscale e programmazione tributaria, come cambia il rapporto tra fisco e crescita economica”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.
Un’occasione di dibattito che ha messo a confronto maggioranza e opposizione sulle nuove misure di definizione agevolata dei debiti fiscali.
A illustrarne i contenuti è stato Alberto Luigi Gusmeroli, presidente della Commissione Attività Produttive della Camera. «Con l’approvazione della rottamazione quinquies – ha spiegato – è la prima volta che si può rateizzare a lungo termine il debito fiscale pregresso, cioè quanto è stato dichiarato ma non si è riusciti a pagare, in nove anni». Una novità rilevante rispetto alle precedenti edizioni: la dilazione si estende su un arco temporale molto più ampio, consentendo una pianificazione sostenibile del rientro.
Altro elemento qualificante, secondo Gusmeroli, è la struttura delle rate: «Si tratta di rate uguali, bimestrali, senza maxi-acconti». Un meccanismo che dovrebbe rendere più semplice l’adesione, grazie all’eliminazione di sanzioni e interessi e all’applicazione, per la rateizzazione, di un interesse del 3%, leggermente superiore rispetto alle precedenti rottamazioni. Inoltre, non si decade più dal beneficio per il mancato pagamento di una sola rata, ma solo dopo due rate non versate. «È quindi una rateizzazione lunga, che va incontro a chi non è riuscito a pagare le imposte pur avendole regolarmente dichiarate», ha sottolineato l’esponente della Lega.
Rispetto alla proposta iniziale del partito, identica alle precedenti rottamazioni e rivolta a tutti i destinatari di cartelle esattoriali, la platea è stata tuttavia ridimensionata per trovare un’intesa nella maggioranza di Governo, escludendo chi ha cartelle derivanti da accertamenti. «Speriamo di poterli includere più avanti, realizzando una rottamazione con la stessa platea delle precedenti, coniugando buonsenso ed equità», ha aggiunto Gusmeroli.

Sulla stessa linea, ma con uno sguardo rivolto alle prossime manovre, Andrea De Bertoldi, (Commissione Finanze a Montecitorio). «Avremmo voluto introdurre una versione più ampia della rottamazione quinquies, estendendola anche a chi è in regola con la rottamazione quater; tuttavia, per ragioni di copertura finanziaria, non è stato possibile», ha dichiarato. L’obiettivo, ha spiegato, è stato sostenere economia e contribuenti mantenendo l’attenzione sugli equilibri dei conti pubblici.
De Bertoldi ha richiamato anche i segnali provenienti dai mercati internazionali, citando il miglioramento del rating dell’Italia come riscontro positivo agli sforzi compiuti. «La rottamazione è pensata per cittadini onesti che, pur volendo adempiere, non hanno potuto versare quanto dovuto. Confidiamo che nei prossimi mesi si possano creare le condizioni per fare un passo ulteriore». Non sono mancate, però, osservazioni critiche sul concordato preventivo, ritenuto uno strumento con rigidità eccessive. Secondo l’esponente leghista sarebbe stata preferibile una flat tax incrementale, capace di premiare la crescita applicando un’aliquota ridotta sull’incremento di reddito. Con la prossima legge di bilancio, ha assicurato, si valuteranno possibili correttivi.

Di segno opposto l’intervento di Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra. «Con l’avvento dell’Intelligenza Artificiale credo sia possibile fornire elementi utili al fisco nella lotta all’evasione», ha affermato, contestando l’uso dell’espressione “pace fiscale”. «Ritengo a dir poco furbesco parlare di pace fiscale: si tratta di condoni che troppo spesso premiano chi viola le regole». Borrelli ha sollevato il tema delle misure premiali per i contribuenti che pagano regolarmente e ha chiesto di escludere i grandi evasori dai benefici. A suo giudizio, il rischio è quello di alimentare un sistema fondato sulla furbizia e di penalizzare la classe media e i ceti più deboli, mentre crescono le disuguaglianze.

Critico anche Toni Ricciardi, esponente del Partito Democratico. «Parliamo continuamente di rottamazione, ma il vero nodo è comprendere quali siano i numeri effettivi del gettito fiscale», ha osservato, ricordando che negli ultimi anni i risultati sono stati inferiori alle attese. Ricciardi ha richiamato il principio costituzionale della progressività, sottolineando che strumenti come il concordato preventivo rischiano di segnalare difficoltà nella capacità di accertamento e controllo dell’imponibile. Per l’esponente dem, la priorità dovrebbe essere una semplificazione strutturale del sistema tributario, evitando che le norme siano condizionate da interessi di parte.

Il confronto sulla rottamazione quinquies si inserisce così in un dibattito più ampio sul modello fiscale del Paese: da un lato la maggioranza rivendica una misura di sollievo per contribuenti in difficoltà e uno strumento di emersione e recupero di risorse; dall’altro l’opposizione denuncia il rischio di condoni reiterati e di un indebolimento del principio di equità. Le prossime scelte di bilancio diranno se e come l’impianto della nuova definizione agevolata verrà ampliato o corretto, in un equilibrio complesso tra esigenze di cassa, crescita economica e giustizia fiscale.
* Libero Quotidiano
