Aumentano le possibilità con rottamazione e concordato
L’argomento al centro del Forum organizzato da Cassa ragionieri ed esperti contabili
di Davide Mattei
Il rapporto tra fisco e contribuenti e gli strumenti per rafforzare la compliance tra Stato e cittadini sono i temi che hanno caratterizzato il dibattito nel corso del Cnpr forum “Pace fiscale e programmazione tributaria, come cambia il rapporto tra fisco e crescita economica” promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, che ha visto protagonisti Alberto Luigi Gusmeroli (Lega) presidente della commissione Attività produttive della Camera, Francesco Emilio Borrelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra in Commissione Agricoltura della Camera; Andrea De Bertoldi parlamentare della Lega in Commissione Finanze a Montecitorio e Toni Ricciardi, esponente del Pd in Commissione Finanze della Camera.
Nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Elisabetta Polentini, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Roma: “Il 30 aprile scadrà l’adesione alla rottamazione quinquies uno strumento per la pace fiscale che aiuta i contribuenti a rendere più sostenibili i debiti con l’erario.
Insieme al concordato preventivo biennale è davvero una svolta per la certezza fiscale di imprese e professionisti che rischia però di trasformarsi in una gabbia rigida che non tiene conto dell’andamento reale dell’economia. Oltre a proseguire sulla strada della ricerca di una compliance efficace, altro punto determinante sarà rafforzare gli investimenti in innovazione, digitalizzazione e intelligenza artificiale per colmare il gap di competitività con le principali economie europee”.
Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale Esperti contabili: “A chi ha sempre pagato puntualmente dispiace quando si parla di rottamazioni in maniera agevolata. Ma andava messo un freno al disagio di alcuni contribuenti che non ce l’hanno fatta a pagare e a quello dello Stato che ha in pancia una enormità di crediti di dubbia e difficile riscossione.
Sul concordato preventivo sicuramente si sarebbe potuto e dovuto fare meglio. Si parla però troppo poco del recupero della materia imponibile che resta nascosta al fisco. In Italia troppi pagano troppo poco e così non va bene. Molte forze politiche indicano la rottamazione come agevolativo per i contribuenti in difficoltà Questo è vero in parte. I 1200mld di crediti dello Stato bisogna tentare di riscuoterli. Questa è l’amara verità”.
* ItaliaOggi
