Napoli, dopo la rapina ‘da film’ alla Crédit Agricole spunta la truffa del falso carabiniere

NAPOLI – Dalla rapina in banca alla truffa telefonica: a pochi giorni dal clamoroso colpo alla Crédit Agricole di Napoli, altri malviventi provano a sfruttare la paura per colpire di nuovo, questa volta con raggiri mirati ai cittadini.

Il riferimento è al blitz avvenuto il 16 aprile nella filiale di piazza Medaglie d’Oro dove tre rapinatori armati hanno tenuto in ostaggio circa 25 persone tra clienti e dipendenti per un’ora, prima di fuggire attraverso un tunnel scavato nel pavimento e collegato alla rete fognaria.Un colpo definito “da film”, preparato nei dettagli e con un bottino ancora da quantificare, che ha scosso l’intera città.

LA NUOVA TRUFFA: “SIAMO CARABINIERI, INDAGHIAMO SULLA RAPINA”

Proprio sfruttando l’eco di quell’episodio, nelle ultime ore, tra gli altri, è stato segnalato un tentativo di truffa a Posillipo. Una donna è stata contattata telefonicamente da un uomo che si è spacciato per maresciallo dei carabinieri, sostenendo di essere impegnato nelle indagini sulla rapina alla banca. Con il pretesto di raccogliere informazioni, il truffatore ha iniziato a fare domande dirette sulla presenza in casa di contanti e gioielli. A rendere credibile la chiamata è stata una tecnica sempre più diffusa, lo “spoofing”: sul telefono della vittima compariva infatti il numero reale della stazione dei carabinieri.

La donna, però, ha intuito qualcosa di anomalo. Mentre era ancora al telefono con il falso militare, ha contattato il 112 da un altro apparecchio. Dalla centrale operativa le è stato confermato che nessun carabiniere la stava chiamando. A quel punto ha interrotto subito la conversazione, evitando il raggiro.

Le forze dell’ordine invitano alla massima prudenza: nessun operatore chiede al telefono informazioni su beni personali o denaro. In caso di dubbi, è fondamentale interrompere la chiamata e verificare contattando direttamente i numeri ufficiali.
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