Al Forum promosso dalla Cassa di previdenza di ragionieri e esperti contabili il dibattito sulle misure necessarie a sostenere i consumi e gli investimenti
Bruno Marrone
L’instabilità internazionale, il caro energia e le ricadute su imprese e famiglie sono stati al centro del forum “Instabilità e caro energia: priorità imprese e famiglie per tutelare la crescita”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca. Un confronto articolato che ha visto protagonisti esponenti di diverse forze politiche, chiamati a delineare strategie e soluzioni per affrontare una delle sfide più complesse per l’economia italiana ed europea.
Ad aprire il dibattito è stato Roberto Pella, deputato di Forza Italia, che ha richiamato la necessità di superare la logica emergenziale. «Intervenire sull’emergenza non rappresenta mai una soluzione definitiva, ma solo una risposta temporanea. È necessario adottare una visione di lungo periodo, come insegnava Alcide De Gasperi, orientata alle esigenze delle future generazioni e capace di superare la contingenza».
Secondo Pella, il costo dell’energia è destinato a crescere nel tempo e richiede una strategia internazionale condivisa, capace di coinvolgere non solo i Paesi del Mediterraneo, ma anche il Nord Europa e le realtà del Golfo. «Occorre diversificare le fonti e investire su innovazione, sostenibilità ed efficienza energetica», ha aggiunto, sottolineando come la riduzione dei costi energetici sia fondamentale per sostenere il tessuto produttivo e le famiglie. In questo contesto, anche il nucleare viene indicato come una possibile leva per rafforzare la competitività e garantire stabilità nel lungo periodo, senza però rinunciare al percorso di transizione.

Sulla necessità di un approccio articolato è intervenuto anche Andrea Barabotti (Lega): «L’attuale instabilità impone strategie diversificate per garantire al Paese un approvvigionamento energetico sostenibile», ha spiegato, evidenziando l’urgenza di misure immediate per fronteggiare le emergenze geopolitiche, come le tensioni nello stretto di Hormuz.
Barabotti ha inoltre posto l’accento sui fattori strutturali che incidono sul prezzo dell’energia, come il differenziale tra il mercato italiano ed europeo del gas e il funzionamento del sistema ETS. In questo quadro, il recente decreto bollette viene presentato come un intervento a doppio binario, capace di coniugare misure emergenziali e azioni strutturali con un approccio redistributivo a favore delle famiglie più fragili e delle imprese più esposte. Tra le priorità indicate, anche l’approvazione del disegno di legge sul nucleare e il rafforzamento delle infrastrutture strategiche, per ridurre la dipendenza dall’estero e aumentare l’autonomia energetica nazionale.

Diversa ma complementare la posizione di Marco Simiani, parlamentare del Partito Democratico in Commissione Ambiente, che ha ribadito la centralità del rapporto con l’Unione europea. «Per affrontare questa fase è necessario agire su due livelli: quello strategico e quello immediato», ha dichiarato, sottolineando l’importanza di una pianificazione condivisa per costruire una vera sovranità energetica europea.
Simiani ha evidenziato la necessità di rafforzare il coordinamento tra gli Stati membri, attivando incentivi fiscali e strumenti a sostegno dell’efficientamento energetico e delle fonti rinnovabili. Allo stesso tempo, ha richiamato il tema degli extraprofitti, suggerendo di valutare, anche a livello europeo, la possibilità di destinarli a investimenti strategici per la transizione energetica. «Solo un approccio integrato può ridurre i costi e garantire stabilità e sostenibilità al sistema economico», ha concluso.

Più critica la posizione della deputata del Movimento 5 Stelle Emma Pavanelli, che ha puntato l’attenzione sulle difficoltà delle imprese e sulle criticità delle politiche energetiche attuali. «È necessario continuare a puntare con decisione sulle rinnovabili, superando gli ostacoli normativi che hanno rallentato gli investimenti e generato incertezza», ha affermato, sottolineando come la vera sfida oggi riguardi le tecnologie di accumulo, in particolare le batterie, considerate fondamentali per garantire stabilità ed efficienza al sistema energetico.
Pavanelli ha inoltre evidenziato la necessità di sostenere concretamente le imprese, anche attraverso strumenti come Transizione 5.0, ancora atteso e ritenuto potenzialmente decisivo per la crescita. Tuttavia, ha criticato l’andamento disomogeneo delle politiche industriali, che rischia di penalizzare il tessuto produttivo. «Serve un’azione coordinata: sviluppo delle rinnovabili e supporto alle imprese devono procedere insieme», ha aggiunto, chiamando in causa anche il sistema bancario, invitato a svolgere un ruolo più attivo nel sostegno alle piccole e medie imprese.

Dal confronto emerge un quadro complesso, in cui la gestione dell’emergenza energetica si intreccia con la necessità di costruire una strategia di lungo periodo. Se da un lato le misure immediate appaiono indispensabili per contenere l’impatto dei costi su famiglie e imprese, dall’altro cresce la consapevolezza che solo una visione strutturata, basata su innovazione, sostenibilità e cooperazione internazionale, potrà garantire stabilità e competitività al sistema economico.
Il Cnpr Forum si conferma così un momento di riflessione e confronto su un tema cruciale per il futuro del Paese, in cui politica, istituzioni e mondo professionale sono chiamati a individuare soluzioni condivise per affrontare una transizione energetica ormai inevitabile, cercando di coniugare sicurezza, sostenibilità e sviluppo.
* Libero Quotidiano
