Sostenere famiglie e imprese

Contro il caro energia sono necessari aiuti generalizzati

L’argomento al centro del Forum organizzato da Cassa ragionieri ed esperti contabili

di Filippo Rossi

L’impatto della crisi energetica su imprese e famiglie è il tema discusso nel corso del Cnpr forum “Instabilità e caro energia: priorità imprese e famiglie per tutelare la crescita”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, che ha visto protagonisti Roberto Pella (Forza Italia), Marco Simiani (Partito Democratico), Andrea Barabotti (Lega), e Emma Pavanelli (M5s).

Nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Mario Chiappuella, commercialista e revisore legale dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Massa Carrara: “In uno scenario internazionale instabile, con costi energetici elevati e margini sempre più compressi, occorre adottare le strategie più giuste per sostenere le imprese: intervenire sull’emergenza dei costi oppure rafforzare gli strumenti per la crescita e la competitività nel medio periodo.

Nessuno si può sottrarre a questo impegno, Stato, banche, operatori del mercato. Sostenere le imprese è cruciale per mantenere la competitività e la crescita. Sostenere le famiglie è fondamentale per contrastare l’inverno demografico, ridurre la povertà e sostenere i consumi interni”.

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “Questa è la sfida centrale che definisce la politica economica contemporanea. Nell’opinione prevalente non si tratta di scegliere tra due opzioni di cui l’una esclude l’altra ma si tratta di gestire una sorta di dualismo in questa strategia.

Da un lato tamponate l’emorragia immediata, quella provocata dalla crescita dei costi energetici, e dall’altra parte non compromettere la capacità delle imprese di competere in un futuro che è inevitabilmente decarbonizzato e digitale. È opinione comune che intervenire soltanto sull’emergenza della crescita dei costi sia certamente utile ma rallenta l’emorragia senza guarire il paziente.

D’altra pare l’attività di investimento soltanto nel medio periodo rischia di finanziare progetti per imprese che potrebbero non sopravvivere a questa stagione invernale dei costi. La strategia più opportuna che deve emergere dal decisore politico è da immaginare come una strategia condizionata vale a dire non ci si deve limitare ad assistere nel pagamento dei costi dell’energia ma si deve riuscire a trasformare l’aiuto in un volano di crescita verso l’efficienza”.

* ItaliaOggi

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