ROMA – Sono almeno tre le persone provenienti dal territorio bolognese che sono state fermate da Israele mentre tentavano di raggiungere le coste di Gaza con la Global Sumud Flotilla. Lo riferisce la Città metropolitana di Bologna, che ha diffuso una nota congiunta con il Comune capoluogo. “Sono queste ore concitate in cui, come amministrazione metropolitana- afferma la consigliera delegata Sara Accorsi- congiuntamente a tutte le diverse amministrazioni locali, stiamo lavorando per avere il quadro completo delle persone imbarcate nell’operazione Flotilla provenienti dal territorio metropolitano. Il quadro rispetto a ieri si è notevolmente aggravato”, visto che “risultano essere tre le persone oggi fermate dall’Idf”: oltre ad Alessio Catanzaro (Budrio) e Francesco Gilli (Grizzana Morandi) anche Ilaria Mancosu (Bologna). “Vogliamo assicurare alle loro famiglie che i contatti con la Farnesina sono attivati e che faremo di tutto per riportare in Italia Alessio, Francesco e Ilaria- continua Accorsi- che al momento consideriamo illegalmente detenuti in completa violazione del diritto internazionale. È questa la posizione già espressa al ministro degli Esteri e al Governo italiano, chiedendo una condanna delle operazioni compiute da Israele in acque internazionali e una sollecita attivazione per il rientro in Italia in totale sicurezza”. Inoltre, aggiunge Accorsi, si è saputo “della presenza sulla Flotilla anche della dottoressa Ilaria Riccardi del Comune di San Giovanni in Persiceto, imbarcata come personale sanitario sulla Family. Abbiamo contattato la famiglia e la stessa Ilaria: al momento si trova in Turchia poiché l’avaria dell’imbarcazione ha permesso il soccorso da parte della Guardia costiera turca, evitando l’abbordaggio da parte dell’Idf”. Ma non si esclude la presenza di altri bolognesi: “Chiediamo anche a chiunque abbia ulteriori informazioni su persone imbarcate sulla Flotilla di segnalarcelo- è l’appello di Accorsi- in modo tale da operare in sinergia per tutte”.
Dichiara la vicesindaca del Comune di Bologna, Emily Clancy: “Seguiamo con grandissima preoccupazione quanto sta accadendo ad Ashdod alle persone della Flotilla fermate dalle autorità israeliane, tra cui la nostra concittadina Mancosu. Le immagini e le testimonianze che stanno emergendo in queste ore, relative alle condizioni di detenzione delle e degli attivisti, sono gravissime e non possono lasciare indifferenti. Le immagini diffuse da Ben Gvir, che lo mostrano mentre deride persone in ginocchio, ammanettate e bendate, non sono solo inaccettabili: sono l’ennesima esibizione di disumanizzazione pubblica che offende la dignità umana e calpesta i principi fondamentali del diritto internazionale e dello Stato di diritto”. Allo stesso tempo, c’è “forte allarme” nel sapere che le persone fermate “sarebbero trattenute per ore in condizioni umilianti e sottoposte a pressioni per firmare dichiarazioni relative a un presunto ingresso illegale in Israele come condizione per il rilascio”, aggiunge Clancy, esprimendo “piena vicinanza a Ilaria, alla sua compagna Marzia Stano con cui siamo in contatto, alla sua famiglia e a tutte le persone a lei care”. Clancy chiede infine al Governo di “attivarsi con la massima urgenza affinché siano garantite la sua incolumità, il pieno accesso all’assistenza legale e consolare e il rapido rientro in sicurezza. Ribadiamo con forza la necessità del rispetto del diritto internazionale, dei diritti umani e della tutela delle persone impegnate in missioni civili e umanitarie nonviolente”.
Per Ilaria Mancosu, si mobilita e invita la città a fare altrettanto Rivolta Pride: “Ilaria ha scelto di partecipare alla missione civile nonviolenta per rompere l’assedio di Gaza perchè ‘tutte le oppressioni sono interconnesse’ e ‘le persone queer palestinesi vengono bombardate, uccise, tenute sotto assedio da parte di Israele tanto quanto gli altri’, come ha dichiarato in un recente video registrato”. E “la famiglia queer e la famiglia di origine di Ilaria sono estremamente preoccupate per la sua incolumità e per l’immobilismo dei governi occidentali nel fermare il genocidio e i continui crimini commessi da Israele. Insieme alle compagne di attivismo di Ilaria, invitano la città a mobilitarsi fino al rilascio dei partecipanti della Flottilla catturati e fino alla liberazione della Palestina dall’occupazione militare illegale in corso ormai da 80 anni”, si legge in una nota.
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