Le attività esclusive delle professioni

Gli approfondimenti sulla previdenza di PAOLO LONGONI

Il dibattito all’interno della nostra professione verte frequentemente sulla mancanza di esclusive professionali: e nel disegno di legge di riforma presentato al Parlamento non vi è traccia di evoluzione in questo senso.

Il tema è di sicuro interesse anche per la previdenza, perché la tutela delle attività dei professionisti coincide con la tutela dei redditi e dei volumi d’affari, che sono a base del gettito contributivo e delle prestazioni pensionistiche.

Proviamo a fare un approfondimento, anche esaminando il tema in altri Paesi.

Si parla di “esclusive” quando determinate attività possono essere svolte solo da chi è iscritto a uno specifico Albo o Ordine professionale.

In termini di reciprocità, e con una connotazione anche negativa, dal punto di vista del mercato e delle liberalizzazioni, si parla di “professioni protette”.

In Italia, in realtà, le esclusive, o più correttamente le riserve di legge, sono patrimonio della professione di Avvocato (per la rappresentanza e la difesa in giudizio), di Medico (per la prescrizione di farmaci, le attività di cura sanitaria e la chirurgia), di Notaio (per gli atti pubblici e le scritture private autenticate), di Architetto o Ingegnere (per la redazione e la firma di progetti strutturali e di varianti e piani urbanistici).

Nell’ambito delle professioni protette, la riserva di legge rappresenta il vincolo giuridico per cui determinate attività lavorative sono sottratte alla libera iniziativa e possono essere esercitate esclusivamente da soggetti in possesso di specifici requisiti stabiliti dallo Stato.

Il fondamento di questo sistema risiede nella tutela di interessi pubblici superiori (come la salute, la sicurezza o la fede pubblica) e nell’affidamento che la collettività ripone nella competenza del professionista.

L’esercizio abusivo di una professione protetta è un reato penalmente perseguibile; i vantaggi delle riserve di legge sono certamente da individuare nella maggiore stabilità della professione, nella tariffazione delle prestazioni, nell’affidamento dell’utenza

La riserva di legge in questo campo ha anche una base costituzionale: l’Articolo 33, quinto comma della Costituzione prescrive l’obbligo di un esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio professionale. Questo meccanismo serve a garantire che chi esercita una professione “protetta” abbia effettivamente le conoscenze e i requisiti morali necessari.

Affinché dunque si possa parlare di una professione con riserva di legge, devono coesistere solitamente tre elementi:

Abilitazione: Il superamento di un esame di Stato o di un tirocinio abilitante.

Iscrizione all’Albo: L’inserimento in un registro gestito da un Ordine o Collegio professionale.

Esclusività delle mansioni: Solo l’iscritto può firmare determinati atti o svolgere specifiche attività

È importante non confondere la riserva di legge con la semplice regolamentazione: si parla di professione regolamentata quando l’accesso richiede un titolo o una certificazione: ma ciò vale anche, ad esempio, per l’acconciatore o l’estetista. Le attività regolamentate, però, non prevedono necessariamente una “riserva di legge”. Si intende Professione con Riserva quella nella quale esiste un monopolio legale su determinati atti.  E se un soggetto non abilitato compie un atto riservato, incorre il reato di esercizio abusivo della professione di cui all’art. 348 del Codice Penale.

Per i Dottori Commercialisti e gli Esperti Contabili il D.Lgs. 139/2005, che costituisce l’ordinamento della professione, definisce non già riserve di legge, ma soltanto competenze; il dato testuale dell’art. 1, commi 1 e 2, del D.Lgs. 139, recita infatti:

Agli iscritti nell’Albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, di seguito denominato “Albo”, è riconosciuta competenza specifica in economia aziendale e diritto d’impresa e, comunque, nelle materie economiche, finanziarie. tributarie, societarie ed amministrative.

In particolare, formano oggetto della professione le seguenti attività:

  1. a) l’amministrazione e la liquidazione di aziende, di patrimoni e di singoli beni;
  2. b) le perizie e le consulenze tecniche;
  3. c) le ispezioni e le revisioni amministrative;
  4. d) la verificazione ed ogni altra indagine in merito alla attendibilità di bilanci, di conti, di scritture e di ogni altro documento contabile delle imprese ed enti pubblici e privati;
  5. e) i regolamenti e le liquidazioni di avarie;
  6. f) le funzioni di sindaco e di revisore nelle società commerciali, enti non commerciali ed enti pubblici.

Le attività esclusive, che derivano da altre norme, sono soltanto quelle relative alla rappresentanza e difesa nel processo tributario, alle attività relative alla crisi di impresa, alle attività di sindaco e revisore; tuttavia, nessuna di queste attività – riservate per legge da norme specifiche – è assegnata in esclusiva agli iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili: si tratta di attività esclusive condivise, tutte, con altre professioni; e, peraltro, vigilate da enti diversi dagli organi direttivi della professione.

Ne consegue inevitabilmente che attività come la tenuta delle Scritture Contabili o la predisposizione di Dichiarazioni dei Redditi o di Bilanci possono essere svolta anche da altri soggetti: Centri di Assistenza Fiscale, associazioni di categoria, lavoratori autonomi diversi.

A ben vedere, la riserva di legge nelle attività del commercialista non sarebbe un privilegio di casta, ma piuttosto una garanzia per i terzi, per lo Stato e per il mercato e ciò perché si svolgono attività a tutela della fede pubblica: gli atti svolti dal professionista hanno impatti su diversi stakeholder, ed il professionista iscritto nell’Albo risponde deontologicamente dei suoi atti, ha l’obbligo dell’assicurazione sui rischi professionali, svolge adempimenti obbligatori in materia di prevenzione del riciclaggio.

In Francia, il concetto di riserva di legge applicato alle professioni si traduce nel sistema delle Professions Réglementées. Il modello francese è storicamente molto simile a quello italiano (sono entrambi di derivazione napoleonica), ma con alcune differenze sostanziali nella gestione degli ordini e nelle competenze specifiche.

In Francia, un’attività è riservata quando la legge stabilisce che solo chi possiede un determinato titolo o è iscritto a un’organizzazione professionale può esercitarla (le cosiddette activités exclusives).

  1. Gli “Experts-Comptables” (I Commercialisti Francesi)

In Francia, la distinzione tra chi tiene la contabilità e chi la certifica è molto netta, regolata da un’Ordinanza del 1945 che ha forza di legge.

Expert-Comptable: Ha il monopolio della tenuta, sorveglianza e arresto delle scritture contabili delle aziende di cui non è dipendente. Solo gli iscritti nell’Albo degli Experts-Comptables possono attestare la regolarità dei bilanci.

Commissaire aux Comptes: È il revisore legale. In Francia, questa figura è distinta dall’Expert-Comptable per garantire l’indipendenza: chi tiene i conti (Expert) non può controllarli (Commissaire) nella stessa azienda.

  1. Le Professioni Giuridiche: Una frammentazione specifica

A differenza dell’Italia, la Francia ha una separazione più marcata tra chi assiste in tribunale e chi redige atti pubblici:

Avocats: Hanno il monopolio della rappresentanza in tribunale e della consulenza giuridica. Recentemente, la figura dell’avvocato ha assorbito quella del “conseil juridique”.

Notaires: Sono pubblici ufficiali con il monopolio assoluto sulla compravendita immobiliare e sugli atti di successione.

Commissaires de Justice: Una figura nata nel 2022 dalla fusione tra Huissiers de justice (ufficiali giudiziari) e Commissaires-priseurs (astatori). Hanno la riserva esclusiva sull’esecuzione forzata delle sentenze e sui pignoramenti.

  1. Le Professioni Sanitarie e Tecniche

Anche in Francia, come in Italia, vige la riserva per:

  • Medici (Médecins): Riserva su diagnosi e prescrizione.
  • Architetti (Architectes): Riserva sulla firma dei progetti per la richiesta del permesso di costruire (permis de construire), ma solo sopra una certa metratura (solitamente 150 m²).
  1. La Vigilanza: L’Autorité de la Concurrence

In Francia la vigilanza è molto forte: è svolta dall’Autorité de la Concurrence (l’antitrust francese). Negli ultimi anni, lo Stato francese ha subito pressioni dall’Europa per liberalizzare alcune riserve di legge, specialmente per notai e avvocati, al fine di abbassare le tariffe.

In Francia, l’esercizio abusivo di una professione protetta è punito dal Code Pénal(Art. 433-17), con pene che possono arrivare a un anno di reclusione e 15.000 € di multa.

In un sistema di Common Law come quello del Regno Unito (UK), il concetto di “riserva di legge” inteso come monopolio di un Albo professionale è molto più limitato rispetto all’Italia o alla Francia.

Il mercato dei servizi professionali britannico è storicamente orientato alla liberalizzazione: per molte attività che in Italia richiedono un’abilitazione di Stato, in UK è sufficiente dimostrare competenza o appartenere a un’associazione privata.

Tuttavia, esistono le cosiddette “Reserved Activities”, ovvero compiti protetti per legge che possono essere svolti solo da professionisti specificamente autorizzati.

  1. Il Settore Legale: Le “Reserved Legal Activities”

Il Legal Services Act 2007 definisce esattamente cosa è riservato agli avvocati abilitati (Solicitors o Barristers). Tutto ciò che non è in questa lista può essere fatto da chiunque: la consulenza legale generica non è riservata.

Le attività riservate sono 6:

  1. The exercise of a right of audience: Il diritto di parlare e rappresentare un cliente davanti a una corte.
  2. The conduct of litigation: La gestione formale di una causa legale (notifiche, atti processuali).
  3. Reserved instrument activities: Redazione di atti per il trasferimento di proprietà immobiliari (conveyancing).
  4. Probate activities: Gestione delle pratiche di successione e testamenti depositati.
  5. Notarial activities: Attività notarili (molto più limitate rispetto al sistema latino).
  6. The administration of oaths: L’amministrazione di giuramenti e dichiarazioni giurate.
  1. Contabilità e Revisione: Chartered o Unqualified?

La differenza più grande con l’Italia è nelle professioni contabili: In UK, chiunque può definirsi “Accountant” (contabile) e aprire uno studio per tenere la contabilità e fare dichiarazioni dei redditi.

La riserva di legge scatta solo per:

Statutory Audit (Revisione Legale): Solo i membri di organismi riconosciuti (RSB – Recognised Supervisory Bodies) come ICAEWICAS o ACCA possono firmare la relazione di revisione per i bilanci delle società.

Insolvency (Procedure Concorsuali): Solo un Insolvency Practitioner autorizzato può gestire fallimenti o ristrutturazioni aziendali.

Ma pur se chiunque può svolgere la professione di “Accountant”, i titoli “Chartered” (concessi per Decreto Reale) sono considerati come standard fondamentali. L’utente preferisce quasi sempre un Chartered Accountant per via delle garanzie assicurative e deontologiche, anche se per legge non sarebbe obbligatorio.

  1. Altre Riserve Significative
  • Medicina: Il titolo di Medical Practitioner è protetto. Solo chi è iscritto al GMC (General Medical Council) può prescrivere farmaci e diagnosticare malattie.
  • Architettura: Il titolo di “Architect” è protetto dall’Architects Act 1997. Si può progettare un edificio senza essere architetto, ma non ci si può definire come architetto se non si è iscritti all’ARB.
  • Veterinaria: Solo gli iscritti al RCVS possono praticare la chirurgia veterinaria (una delle riserve più strette in UK).

In conclusione, il sistema britannico prevede che le attività di consulenza siano sempre libere e possano essere svolte da chiunque, mentre il titolo professionale “chartered” è protetto e può essere usato soltanto dai soggetti specificamente abilitati.

Ma quello che rileva è che in UK la tendenza è proteggere il titolo più che l’attività, secondo il principio per il quale ad esempio “Non ti impedisco di dare consigli legali, ma ti impedisco di farti chiamare Solicitor se non lo sei, così il cliente sa che rischio corre”.

Negli Stati Uniti, il concetto di riserva di legge è profondamente diverso da quello europeo. Non esiste un sistema nazionale unitario; la regolamentazione delle professioni è quasi interamente delegata ai singoli Stati (State Law), il che crea un mosaico di regole che variano da New York alla California.

Il sistema americano si basa sulla Licensing (licenza statale). Senza una license rilasciata dallo Stato, non puoi esercitare determinate attività protette.

  1. Il Settore Legale: L’esercizio abusivo (UPL)

La riserva di legge per gli avvocati negli USA è estremamente rigorosa e la sua violazione viene definita Unauthorized Practice of Law (UPL).

Attività Riservate: Solo chi ha superato il Bar Exam di uno Stato può rappresentare clienti in tribunale, firmare atti legali e, in molti Stati, fornire consulenza legale specifica.

Differenza con l’Europa: Negli USA non esiste il Notaio. Il Notary Public americano è solo un testimone che autentica firme; non ha riserve su compravendite immobiliari o successioni, che sono gestite dagli avvocati o dalle Title Companies.

  1. Contabilità: CPA o Accountant?

Come nel Regno Unito, il termine “Accountant” non è protetto. Chiunque può offrire servizi di tenuta contabile (bookkeeping) o preparare dichiarazioni dei redditi (tax preparation).

La riserva di legge scatta per il titolo di CPA (Certified Public Accountant) per le attività di:

Audit (Revisione): Solo un CPA può emettere un’opinione certificata sui bilanci delle società.

Attestazione: Solo i CPA hanno la “riserva” sulle funzioni di attestazione e revisione legale.

Rappresentanza Fiscale: Davanti all’IRS (il fisco americano), possono rappresentare pienamente i clienti solo i CPA, gli Avvocati e gli Enrolled Agents.

  1. Professioni Sanitarie e Tecniche

Medicina: Ogni Stato ha un Medical Board che concede la licenza. La riserva è totale su chirurgia, diagnosi e prescrizione.

Ingegneria e Architettura: Esiste il titolo di P.E. (Professional Engineer) o R.A. (Registered Architect). La riserva di legge riguarda la firma di progetti che devono essere approvati dalle autorità pubbliche per ragioni di sicurezza (Public Health, Safety, and Welfare).

  1. Il sistema delle “Licensing Boards”

Negli USA, le riserve non sono gestite da Ordini come in Italia, ma da agenzie governative statali (Boards).

Caratteristiche principali:

Reciprocità limitata: Una licenza ottenuta in Florida non permette automaticamente di lavorare in Texas. Quasi sempre, a meno che gli Stati non abbiano stipulato convenzioni di reciprocità, occorre sostenere un nuovo esame o richiedere una “comity”, un’autorizzazione temporanea del Tribunale.

Ambito di applicazione: Gli USA regolamentano molte più professioni rispetto all’Europa (parrucchieri, interior designer, guide turistiche), spesso finendo al centro di dibattiti politici sulla limitazione della concorrenza.

In sintesi, negli USA la riserva di legge è focalizzata sulla protezione del pubblico in ambiti ad alto rischio (medicina, legge, audit, sicurezza strutturale), lasciando quasi tutto il resto, compresa la consulenza aziendale e fiscale al libero mercato.

Fatta questa breve disamina anche internazionale resta da chiedersi quale sia il futuro per le professioni sul tema delle riserve di legge.

Negli anni recenti il dibattito non riguarda più soltanto “chi può fare cosa“, ma come le professioni intellettuali possano sopravvivere e integrarsi in un ecosistema dominato dall’intelligenza artificiale e dalle spinte alla deregolamentazione dell’Unione Europea.

Ad avviso di chi scrive queste sono le quattro direttrici che stanno disegnando il futuro delle professioni protette:

  1. La Riforma degli Ordinamenti (Il “Collegato” 2025-2026)

In Italia, il governo ha avviato una riforma organica degli ordinamenti professionali (Ddl delega n. 1663). Gli obiettivi principali sono:

Semplificazione e Digitalizzazione: Gli Albi stanno diventando piattaforme digitali interconnesse. La riserva di legge si sposta dalla “firma fisica” alla “certificazione digitale” garantita da blockchain o sistemi di identità sovrana.

Aggiornamento delle Competenze: La riserva di legge non sarà più statica. Si parla di “revisione periodica delle riserve” per verificare se alcune attività possano essere liberalizzate o se ne debbano istituire di nuove (ad esempio, esperti in cybersecurity o etica dell’IA).

  1. Lo Scontro tra Riserva e Intelligenza Artificiale

Il 2026 è l’anno dei primi grandi casi giudiziari (come Nippon Life v. OpenAI) che mettono alla prova il concetto di esercizio abusivo della professione commesso da una macchina.

Il Confine Invalicabile: Si sta definendo la distinzione tra informazione generica (fornibile dall’IA) e consulenza specifica/strategica (riservata al professionista).

Responsabilità Professionale: La riserva di legge è destinata a sopravvivere proprio perché l’IA non ha responsabilità civile o penale: Il professionista del futuro sarà colui che “valida” l’output dell’IA, assumendosene la responsabilità legale. La riserva si trasformerà da “esecuzione del compito” a “supervisione del processo”.

  1. La Spinta UE: “Semplificazione senza Deregulation”

L’Unione Europea ha modificato l’approccio sulla questione delle professioni. Dopo anni di indirizzo verso la liberalizzazione incondizionata, la Commissione nel Report 2026 ha finalmente riconosciuto che le professioni regolamentate sono un presidio di sicurezza.

Test di Proporzionalità: Ogni nuova riserva di legge deve però dimostrare di essere necessaria per proteggere un interesse pubblico (salute, sicurezza, fede pubblica) e non solo per proteggere una rendita di posizione.

Mobilità Transfrontaliera: Il futuro vedrà riserve di legge sempre più “europee” e meno “nazionali”, con il pieno riconoscimento della Tessera Professionale Europea (EPC).

  1. Nuove Riserve Emergenti

Non va dimenticato che mentre alcune riserve tradizionali sbiadiscono, o si rivelano del tutto insussistenti, ne nascono di nuove legate alla complessità del mondo moderno:

Certificazione ESG: La riserva sui bilanci di sostenibilità sta diventando un campo di battaglia tra commercialisti e ingegneri ambientali.

Compliance Algorithmica: È probabile l’istituzione di riserve di legge per chi deve certificare che un algoritmo di IA non sia discriminatorio (Audit degli algoritmi).

Sintesi: Cosa cambierà per il professionista?

Ieri (Modello Statico) Domani (Modello Dinamico)
Monopolio sull’esecuzione dell’atto. Monopolio sulla validazione e responsabilità dell’atto.
Formazione post-laurea una tantum. Apprendimento continuo certificato digitalmente.
Barriera all’ingresso come protezione. La riserva come garanzia di etica e deontologia (IA Act).
Concorrenza tra iscritti allo stesso Albo. Concorrenza tra professionisti umani e sistemi di GenAI.

Sembra quindi di poter concludere che il tema delle riserve di legge non sparirà, ma si sposterà verso l’alto nella catena del valore. Non proteggerà più “il fare”, ma “il garantire”.

E sarà sempre più rivolto alla tutela della pubblica fede.

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