Un trattamento fine rapporto anche per i professionisti?

Gli approfondimenti sulla previdenza di PAOLO LONGONI

Nei giorni scorsi, le Casse di Previdenza istituite ai sensi del D. Lgs. 103/1996 sono stati
ricevuti dal Ministro del Lavoro in occasione del trentennale dalla loro costituzione.

Gli enti c.d. “103” rappresentano un unicum nel panorama previdenziale italiano: adottano
un sistema di finanziamento delle prestazioni unicamente contributivo, con finanziamento
a capitalizzazione; e ciascun iscritto matura un diritto alla pensione sulla base soltanto di
quanto accreditato sul suo conto individuale, il montante.

È interessante notare che, a differenza degli enti istituiti ai sensi del D. L. 509/1994, le
Casse 103 espongono nei bilanci di esercizio il debito nei confronti degli iscritti per i
montanti accumulati, raggiungendo così una chiarezza espositiva e informativa che non è
presente negli enti 509.

Anche gli enti 103, a seguito della promulgazione della Legge Lo Presti (133/2011) hanno
istituito il contributo integrativo: e proprio sul contributo integrativo è intervenuta la notizia
più interessante derivata dall’incontro al Ministero (nella foto la sede di via Veneto).

Come è noto, la Legge Lo Presti consente l’applicazione del contributo integrativo con
un’aliquota minima del 2% ed un’aliquota massima del 5%; il gettito del contributo
integrativo deve essere utilizzato a copertura delle spese generali di gestione.

Sul tema sono intervenute diverse sentenze anche di legittimità, che ne confermano la
debenza e la natura di contributo solidaristico; ma non va dimenticato che la stessa legge
133/2011 riconosce agli enti la facoltà di destinare parte dell’integrativo all’incremento dei
montanti individuali, a condizione che permanga la sostenibilità della gestione
complessiva dell’ente.

Il limite di applicabilità al montante è fissato comunque a ¼ del contributo stesso; e
dunque diverse casse hanno potuto studiare ed approvare meccanismi regolamentari di
destinazione dell’integrativo (mai in misura superiore all’1%, e cioè ¼ del 4%) al montante
contributivo.

Fra le Casse 103, Psicologi, Infermieri, Biologi hanno incrementato il contributo al 5%,
proprio per rafforzare le posizioni previdenziali dei propri iscritti.

Ebbene, nel corso dell’incontro, gli Enti 103 – per ora soltanto in via informale – hanno
avanzato la interessante proposta di innalzamento del tetto dal 5 al 6%, al fine di
consentire agli iscritti di accumulare un montante aggiuntivo che, al momento del
pensionamento, possa essere oggetto, su opzione, di liquidazione in unica soluzione
ovvero in maggiore rendita pensionistica.

Si tratta di una proposta innovativa ed assai interessante, che meriterebbe
approfondimento anche da parte delle casse 509, che – con una operazione concertata
fra loro – potrebbero incrementare il contributo integrativo al fine di accumulare il fondo
liquidabile al momento del pensionamento.

Naturalmente, per le casse 509 si tratterebbe di coordinare una manovra comune, ad
evitare asimmetrie di mercato per l’utenza dei servizi professionali: ma discuterne
potrebbe aprire prospettive assai interessanti.

In fondo, chi non ha coraggio muore ogni giorno, parafrasando Shakespeare; e chi ne ha
può restare nella storia come innovatore e portatore di progresso.

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