A supporto del ceto medio

Carico fiscale troppo elevato e agevolazioni impossibili

L’argomento al centro del Forum organizzato da Cassa ragionieri ed esperti contabili

di Davide Mattei

Come aiutare il ceto medio a fronteggiare l’aumento del costo della vita e la stagnazione di stipendi e salari, e a contrastare il fenomeno della ‘fuga dei cervelli’ all’estero, sono i temi che hanno caratterizzato il dibattito del Cnpr forum “Il ceto medio italiano: una risorsa da tutelare” promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, che ha visto protagonisti Ylenia Zambito (PD) segretaria della commissione Lavoro a Palazzo Madama; Pino Bicchielli, deputato di Forza Italia in Commissione Cultura e Istruzione a Montecitorio; Carmela Auriemma, parlamentare del M5s nella Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati e Andrea De Bertoldi, deputato della Lega in Commissione Finanze della Camera.

Nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Elisabetta Polentini, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Roma: “Il ceto medio rappresenta oggi la colonna portante del sistema economico e sociale italiano: sostiene gran parte del gettito fiscale, finanzia il welfare e alimenta i consumi interni.

Eppure, è anche la fascia che più rischia l’impoverimento progressivo, schiacciata tra un carico fiscale elevato e l’impossibilità di accedere a molte agevolazioni riservate ai redditi più bassi. Il dibattito sulla riforma fiscale è aperto e il Governo sta intervenendo con correttivi sull’Irpef, ma i risultati appaiono ancora insufficienti.

Serve una revisione più coraggiosa del sistema, capace di superare logiche puramente assistenzialiste. Prima ancora, però, occorre definire con chiarezza cosa sia oggi il ceto medio e quali siano i reali confini economici che lo distinguono dalle fasce più ricche”.

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “Per alleggerire il peso fiscale sul ceto medio servono interventi strutturali, a partire dalla rimodulazione delle aliquote Irpef. L’accorpamento degli scaglioni può rappresentare un primo passo, ma è fondamentale innalzare la soglia dell’aliquota massima per evitare che redditi non elevati vengano trattati come grandi patrimoni.

Oggi il sistema fiscale si regge quasi interamente su una quota ridotta di contribuenti, mentre il fiscal drag continua a erodere il potere d’acquisto attraverso scaglioni troppo bassi e non adeguatamente indicizzati. Per riequilibrare il sistema occorre spostare parte del carico fiscale dai redditi fissi verso il recupero dell’evasione e delle basi imponibili oggi escluse dall’Irpef”.

* ItaliaOggi

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