Il contributo delle categorie strategico per lo sviluppo

Il presidente di Anc, Marco Cuchel: «I professionisti vanno coinvolti già nella fase dell’elaborazione delle norme»

Rafforzare il dialogo tra istituzioni e professionisti, valorizzare il ruolo dei commercialisti nei processi decisionali e affrontare le nuove responsabilità derivanti dall’attuazione del PNRR. Sono questi alcuni dei temi emersi nel corso del Cnpr Forum speciale dedicato ai professionisti come protagonisti delle trasformazioni economiche e sociali del Paese.

A sottolineare il ruolo strategico delle professioni è stato Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti, che ha evidenziato come i professionisti rappresentino una componente essenziale del sistema economico, giuridico e contabile italiano. Secondo Cuchel, il contributo delle categorie professionali dovrebbe essere valorizzato già nella fase di elaborazione delle norme, attraverso un confronto preventivo con le istituzioni.

“I professionisti vivono quotidianamente a contatto con imprese e cittadini e conoscono direttamente gli effetti concreti delle norme”, ha spiegato Cuchel, sottolineando come il rapporto di sussidiarietà tra commercialisti e pubblica amministrazione possa contribuire a migliorare l’efficacia dell’azione legislativa. Il presidente dell’ANC ha inoltre respinto ogni ipotesi di disintermediazione del ruolo professionale, definendola una visione superata che non tiene conto del valore che le professioni continuano a offrire al Paese.

Tra i temi affrontati nel corso dei lavori, moderati da Anna Maria Belforte, particolare attenzione è stata dedicata all’evoluzione del ruolo dei revisori degli enti locali, soprattutto alla luce delle opportunità e delle criticità legate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Pasqua Borracci, commercialista e revisore legale dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bari, ha evidenziato come il PNRR abbia ampliato significativamente le responsabilità dei revisori. Oggi il loro compito non si limita più alla verifica contabile, ma riguarda l’intero ciclo di vita dei progetti finanziati, dalla fase di programmazione fino alla rendicontazione finale.

Una responsabilità crescente che si accompagna a controlli sempre più rigorosi da parte della Corte dei conti. Borracci ha inoltre richiamato l’attenzione su una delle principali criticità del Piano: il finanziamento degli investimenti senza un corrispondente sostegno alla spesa corrente necessaria per garantire la sostenibilità delle opere realizzate. Una situazione che obbliga gli amministratori locali a individuare nuove risorse per mantenere i servizi e rispettare gli equilibri di bilancio.

Le conclusioni del forum sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto Nazionale Esperti Contabili, che ha lanciato un appello per una diversa impostazione del processo legislativo. Secondo Longoni, negli ultimi anni il legislatore ha prodotto numerosi interventi normativi senza coinvolgere adeguatamente i professionisti chiamati poi ad applicarli concretamente.

Il risultato, ha osservato, è spesso la nascita di norme caratterizzate da difficoltà interpretative e criticità operative, come dimostrerebbero anche molti dei provvedimenti adottati in materia di semplificazione amministrativa. Per Longoni la vera semplificazione passa attraverso l’ascolto degli operatori del settore e la costruzione di procedure più chiare, accessibili ed efficaci.

Bru. Mar.

* Libero Quotidiano

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