Il sostegno di privati e imprese è fondamentale per combattere le sofferenze dei bimbi
Progetti e azioni al centro del focus su «Bambini invisibili, l’Unicef tra guerre, povertà e disagio mentale»
di Bruno Marrone
Quasi mezzo miliardo di bambini coinvolti direttamente o indirettamente nei conflitti armati, milioni di minori colpiti da fame, povertà estrema e cambiamenti climatici, un disagio mentale sempre più diffuso anche nelle grandi città occidentali. È il quadro drammatico emerso nel corso del Cnpr Forum “Bambini invisibili, l’Unicef tra guerre, povertà e disagio mentale”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca.
Ad aprire il confronto è stato Nicola Graziano, presidente del Comitato Unicef Italia, che ha parlato di una situazione globale sempre più allarmante per l’infanzia. “La condizione di bambini e adolescenti nel mondo è drammatica. Oggi quasi mezzo miliardo di minori – ha sottolineato – vive le conseguenze dirette o indirette di guerre e conflitti presenti in circa 60 aree del pianeta. Le guerre non incidono soltanto sulla sopravvivenza, ma compromettono salute, istruzione e possibilità di costruire un futuro. Per questo chiediamo ai governi un cessate il fuoco globale: non si può continuare a investire in un’economia di guerra basata su armi e corruzione”.
Graziano ha ricordato il ruolo svolto dall’Unicef in oltre 190 Paesi attraverso interventi umanitari, programmi educativi e attività di tutela dei diritti dell’infanzia, sottolineando la necessità di rafforzare ulteriormente la presenza sui territori colpiti da guerre, carestie ed emergenze climatiche.

Il focus sulla situazione italiana, e in particolare sulle grandi città, è stato affidato a David Santodonato, presidente del Comitato Unicef Roma. “Il disagio mentale tra bambini e adolescenti rappresenta uno dei segnali più evidenti di un sistema che non funziona. I giovani oggi hanno accesso a una quantità enorme di informazioni, ma non sempre possiedono gli strumenti culturali ed emotivi per elaborarle. Guerre, crisi ambientali e tensioni sociali vengono vissute quotidianamente attraverso immagini e contenuti che generano ansia e stress”.
Secondo Santodonato è necessario ripensare il concetto stesso di tutela dell’infanzia, coinvolgendo istituzioni, scuola, famiglia, cultura e politica in un’azione condivisa per il benessere delle nuove generazioni.

A portare l’attenzione sulle emergenze umanitarie globali è stato Andrea Iacomini, portavoce Unicef Italia, che ha parlato di “bambini invisibili” dimenticati dall’opinione pubblica internazionale. “Nel mondo ci sono 500 milioni di bambini che vivono in aree di conflitto distribuite in 60 Paesi. Ogni anno 3mila bambini muoiono nel Mediterraneo mentre tentano di fuggire da fame e povertà. Ci sono inoltre 150 milioni di minori colpiti da malnutrizione cronica e il Sudan rappresenta oggi una delle più grandi emergenze umanitarie del pianeta”.
Iacomini ha denunciato anche il progressivo aumento delle spese militari a fronte della riduzione degli aiuti alla cooperazione internazionale. “Con le stesse risorse investite negli armamenti si potrebbero combattere povertà, fame e disuguaglianze offrendo un futuro diverso a milioni di bambini”.

Sul tema del sostegno economico alle attività dell’Unicef è intervenuto Carlo Maiorca, responsabile dei rapporti con imprese ed enti del Comitato Unicef di Roma. “Le nostre attività si sostengono quasi esclusivamente grazie a donazioni e lasciti di privati. È fondamentale il contributo di cittadini, aziende e professionisti che scelgono di sostenere progetti umanitari e iniziative di solidarietà”.
Maiorca ha evidenziato anche la crescente partecipazione delle imprese, capaci di coinvolgere dipendenti e collaboratori nelle campagne sociali e nelle iniziative promosse dall’organizzazione.

Nel corso del forum, moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista delle professioni è stato espresso da Eleonora Linda Lecchi, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Bergamo, che ha sottolineato il ruolo sociale dei professionisti nel sostenere progetti a tutela dell’infanzia. “Anche in Italia – ha evidenziato – oltre un milione di minori vive in povertà assoluta e il sostegno di privati, imprese e professionisti diventa fondamentale per garantire un futuro ai bambini più fragili”.
Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili, che ha richiamato l’attenzione sul fenomeno dei bambini privi di identità e tutele, spesso vittime di sfruttamento e violenze. “Non basta più l’assistenza umanitaria – ha concluso –. Occorre garantire diritti, protezione e strutture educative capaci di restituire dignità e opportunità a milioni di giovani vite”.
* Il Tempo
