IL PENSIERO DI LAURA CAVANDOLI
“La Bce ha adottato una scelta che grava su famiglie e imprese, diversa da quella della Fed. Quando inflazione e crisi economiche derivano da tensioni geopolitiche, non possono essere affrontate con il solo aumento dei tassi.
L’incremento dello 0,25% su mutui e prestiti riduce il potere d’acquisto delle famiglie e la liquidità delle imprese, senza rappresentare una risposta adeguata. Ritengo questa decisione tecnicamente sbagliata perché adottata senza una piena valutazione del contesto.
La presidente Lagarde l’ha recentemente rivendicata nonostante la crisi nello Stretto di Hormuz non sia ancora del tutto superata. Ci si attendeva un calo più rapido dei prezzi al consumo, registrato invece solo in parte, ad esempio sui carburanti.
Se le famiglie sono in difficoltà, le piccole e medie imprese lo sono ancora di più: con tassi più alti hanno meno liquidità e minori possibilità di investire. Il Governo ha introdotto strumenti importanti, come il Fondo di garanzia per le PMI, la Nuova Sabatini e Transizione 5.0, ma gli effetti delle decisioni della BCE restano difficili da gestire e potrebbero non bastare a contenere l’inflazione europea”.
* ItaliaOggi
