Il rialzo dei tassi va integrato con una strategia più ampia
Gli effetti dell’aumento deciso dalla Bce al centro del forum promosso da Cassa ragionieri
di Filippo Rossi
L’aumento dei tassi disposto dalla Bce è il tema discusso nel corso del Cnpr forum “La BCE aumenta il costo del denaro: quale futuro per famiglie e imprese?” promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca che ha visto protagonisti Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia in commissione a Montecitorio; Maria Cecilia Guerra, parlamentare del Partito Democratico in commissione Bilancio della Camera dei deputati Laura Cavandoli, esponente della Lega nella commissione Agricoltura a Montecitorio e Marco Grimaldi, deputato di Avs in commissione Bilancio della Camera.
Nel corso del dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Pasqua Borracci, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Bari: “La BCE ha invertito la rotta, tornando ad alzare i tassi dopo quasi due anni di tagli o stabilità. Da un punto di vista tecnico, è una scelta che molti giudicano corretta ma bisogna chiedersi quale ricaduta avrà sui bilanci delle famiglie. Il rialzo dei tassi è uno strumento per frenare l’inflazione, ma si trasmette anche al costo del credito al consumo: prestiti, finanziamenti, acquisti a rate. Se le banche e le finanziarie continuano ad alzare questi tassi senza alcun argine, il rischio è deprimere ulteriormente i consumi”.
Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “Quando una banca centrale aumenta i tassi d’interesse rende più costoso l’accesso al credito, con l’obiettivo di contenere consumi e investimenti. È uno strumento che può rallentare la crescita economica e che, nel caso di un’inflazione generata soprattutto dall’aumento dei costi energetici, rischia di essere poco efficace. Per questo servono misure complementari che intervengano sia sulla domanda sia sull’offerta.
Tra queste, l’introduzione di un tetto ai tassi sul credito al consumo rappresenterebbe un intervento importante, se non necessario, per tutelare i consumatori, oggi costretti a sostenere costi di finanziamento molto elevati. Parallelamente, i governi dovrebbero adottare politiche fiscali mirate, intervenendo sui costi di produzione attraverso sussidi e sgravi fiscali e, dove necessario, agendo anche sulla tassazione di beni di lusso e degli extraprofitti. In presenza di un’inflazione da costi, infatti, il solo aumento dei tassi non è sufficiente: occorre una strategia più ampia e strutturale a sostegno dell’economia reale”.
* ItaliaOggi
