Italia in ritardo sull’energia

Costi più elevati rispetto a Francia, Germania e Spagna

L’argomento al centro del forum organizzato da Cassa ragionieri ed esperti contabili

Di Mattia Grieco

La sostenibilità energetica dell’Italia è il tema dibattuto nel corso del Cnpr forum “Caldo record. Energia al banco di prova per un futuro sostenibile”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca, che ha visto protagonisti Angelo Bonelli (AVS), segretario della commissione Ambiente a Montecitorio, Andrea Barabotti, deputato della Lega in commissione Affari costituzionali della Camera, Emma Pavanelli, parlamentare del M5s in commissione Attività produttive della Camera e Vito De Palma, deputato di Forza Italia in commissione Finanze a Montecitorio.

Nel corso del dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti è stato espresso da Mario Chiappuella, commercialista e revisore legale dell’Odcec di Massa Carrara: “Partiamo da un dato che ci portiamo dietro da mesi: l’energia in Italia costa più che in Francia, in Germania, in Spagna, e le nostre imprese competono con questo zaino sulle spalle.

Non sono più rinviabili scelte concrete per abbassare quel differenziale con l’Europa. Circa 150 gigawatt di progetti rinnovabili restano bloccati tra autorizzazioni pendenti, contenziosi e opposizioni territoriali. Per capire di cosa stiamo parlando, 150 gigawatt equivalgono a una potenza superiore a due volte e mezzo il fabbisogno elettrico massimo dell’intero Paese.

I gestori delle reti puntano su smart grid, accumuli e manutenzioni mirate, ma ogni estate resta la prova più dura per tutto il sistema. Ciò significa che devono predisporre piani di emergenza diretti a prevenire, evitare, gestire eventuali shock energetici”.

Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale Esperti contabili: “In Spagna stanno portando avanti una politica di transizione verso tariffe di zona, superando il prezzo unico nazionale dell’energia elettrica. I territori che ospitano impianti massicci di energia rinnovabile, in particolare fotovoltaico ed eolico, possono così beneficiare direttamente di energia a basso costo marginale prodotta in loco.

Questo incentiva anche l’accettazione sociale degli impianti da parte delle comunità locali. L’autorità nazionale, nei giorni di massima allerta caldo, attiva protocolli per incentivare lo smart working per ridurre il carico energetico dei grandi complessi industriali e della pubblica amministrazione. Mi sembra che questi provvedimenti, sia a livello macro che individuale, potrebbero essere una traccia da seguire anche per l’Italia”.

* ItaliaOggi

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